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Grammatica latina
I verbi latini che esprimono timore (timeo, vereor, metuo...) reggono una proposizione dipendente al congiuntivo introdotta da 'ne' oppure 'ut'. La difficolta' e' che la logica sembra capovolta: 'timeo ne veniat'significa "temo che venga", non "temo che non venga". Questa pagina spiega il perche' con la logica storica, tre card costruzioni e la tabella della consecutio temporum.
La regola e' controintuitiva: 'timeo NE veniat' = temo CHE venga (non 'che non venga'). 'NE' esprime il timore che l'azione si compia. 'UT' o 'NE NON' esprimono il timore che NON si compia.
Trucco: NE nella dipendente da timore e' come 'voglio impedire che': se tema l'evento, usa NE (voglio impedire che avvenga). Se tema la mancanza dell'evento, usa UT o NE NON.
'ne' nasce storicamente da una frase proibitiva (noli facere! -> ne facias). Il timore che qualcosa accada si esprime con 'ne' perche' si vuole 'impedire che avvenga'. E' controintuitivo: 'temo ne venga' sembra negare 'venga', ma in realta' esprime il timore affermativo.
Timeo ne Caesar veniat.
Temo che Cesare venga.
Regola pratica: se hai paura che qualcosa di brutto succeda, usa 'ne'. La logica e': temi l'evento, non la sua negazione.
'ut' nella dipendente da verbo di timore e' l'opposto di 'ne': si teme che l'evento positivo non avvenga. E' come se la proposizione fosse implicita: 'temo [che sia cosi'] [che non venga]'.
Timeo ut Caesar veniat.
Temo che Cesare non venga.
Forma piu' rara e classica. 'Timeo ut' = 'ho paura che non'. Il timore e' che l'evento positivo non si realizzi.
'ne non' e' la forma analitica equivalente a 'ut': la negazione 'non' e' esplicita. Preferita in latino tardo e negli autori meno arcaici.
Timeo ne Caesar non veniat.
Temo che Cesare non venga.
'ne non' e 'ut' sono sinonimi. Nella prosa classica (Cicerone) le trovi entrambe; nei testi scolastici 'ne non' e' spesso la forma di riferimento.
| Lemma | Traduzione | Costruzione | Note |
|---|---|---|---|
| timeo, -es, timui | temere, aver paura | timeo ne/ut + congiuntivo | Il piu' comune. Timeo ut (+ cong.) o timeo ne non (+ cong.) = temo che non. |
| metuo, -is, metui | temere, paventare | metuo ne/ut + congiuntivo | Sinonimo di timeo, stessa costruzione. |
| vereor, -eris, veritus sumdeponente | temere, avere reverenza | vereor ne/ut + congiuntivo | Deponente: forma passiva, significato attivo. Costruzione identica a timeo. |
| formido, -as, formidavi | temere fortemente, avere terrore | formido ne/ut + congiuntivo | Piu' enfatico di timeo. Usato per paure intense. |
| periculum est | c'e' pericolo (impersonale) | periculum est ne + congiuntivo | Costruzione impersonale: periculum est ne id accidat = c'e' pericolo che cio' accada. |
La scelta del tempo del congiuntivo dipende dal tempo della reggente e dal rapporto temporale (contemporaneita' o anteriorita') tra l'azione temuta e il momento in cui si teme.
| Reggente | Congiuntivo | Rapporto | Esempio e traduzione |
|---|---|---|---|
| Presente / Futuro | presente | Contemporaneita' | Timeo NE veniat. Temo che venga (ora / in futuro). |
| Presente / Futuro | perfetto | Anteriorita' | Timeo NE venerit. Temo che sia gia' venuto (azione passata rispetto al timore). |
| Passato | imperfetto | Contemporaneita' | Timebam NE veniret. Temevo che venisse (allora). |
| Passato | piuccheperfetto | Anteriorita' | Timebam NE venisset. Temevo che fosse gia' venuto. |