Caricamento…
Caricamento…
latino · Valerio massimo
Valerio massimo · Facta et dicta memorabilia
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Valerio Massimo fu uno scrittore latino di età tiberiana, autore dei Facta et Dicta Memorabilia, una raccolta di exempla morali organizzata per temi a uso di oratori e retori. In questo passo, tratto dal capitolo sullo studio e l'operosità, l'autore racconta la fine di Archimede durante la presa romana di Siracusa: assorto nei suoi disegni geometrici, il matematico viene ucciso da un soldato che non lo riconosce, nonostante l'ordine di Marcello di risparmiarlo.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Direi che anche l'operosità di Archimede fu vantaggiosa, se non fosse che quella stessa gli diede la vita e gliela tolse: infatti, presa Siracusa, sebbene Marcello avesse sentito a lungo e molto la propria vittoria ostacolata dalle macchine di lui, tuttavia, preso dalla straordinaria saggezza dell'uomo, ordinò che gli fosse risparmiata la vita, riponendo quasi tanta gloria nell'aver salvato Archimede quanto nell'aver espugnato Siracusa. Ma egli, mentre con la mente e gli occhi fissi a terra disegnava figure, per l'eccessivo desiderio di portare a termine la sua ricerca non riuscì a dire il proprio nome a un soldato che, irrotto in casa per depredarla, con la spada sguainata sopra il capo gli chiedeva chi fosse; ma, protetta con le mani la polvere, disse: "Ti prego, non disturbare quel disegno", e, come se non si curasse dell'ordine del vincitore, fu colpito a morte e confuse con il proprio sangue i tratti della sua arte. Per questo accadde che, per la medesima passione, ora gli fosse donata la vita, ora ne fosse privato.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
captis … Syracusispresa Siracusa
«Captis Syracusis»: participio perfetto passivo più sostantivo in ablativo, esprime la circostanza temporale, una volta presa Siracusa, senza legarsi sintatticamente al resto del periodo.
Nel periodo 1.
Noli … disturbarenon disturbare
«Noli... disturbare» è la forma classica del divieto in latino: noli, imperativo di nolo, più infinito, al posto di ne più congiuntivo.
Nel periodo 2.
modo … modoora... ora
«Modo... modo» in anafora crea un'antitesi bilanciata, ora... ora, per contrapporre i due esiti opposti dello stesso studio.
Nel periodo 3.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Archimedis quoque fructuosam industriam fuisse dicerem, nisi eadem illi et dedisset vitam et abstulisset: captis enim Syracusis Marcellus, etsi machinationibus eius multum ac diu victoriam suam inhibitam senserat, eximia tamen hominis prudentia delectatus ut capiti illius parceretur edixit, paene tantum gloriae in Archimede servato quantum in oppressis Syracusis reponens. At is, dum animo et oculis in terra defixis formas describit, militi, cui praedandi gratia domum inruperat stictoque super caput gladio quisnam esset interrogabat, propter nimiam cupiditate investigandi quod requirebat nomen suum indicare non potuit, sed protecto manibus pulvere "Noli" inquit, "obsecro, istum disturbare", ac perinde quasi neglegens imperii victoris obstruncatus sanguine suo artis suae liniamenta confudit.Quo accidit ut propter idem studium modo doneretur vita, modo spoliaretur.
Direi che anche l'operosità di Archimede fu vantaggiosa, se non fosse che quella stessa gli diede la vita e gliela tolse: infatti, presa Siracusa, sebbene Marcello avesse sentito a lungo e molto la propria vittoria ostacolata dalle macchine di lui, tuttavia, preso dalla straordinaria saggezza dell'uomo, ordinò che gli fosse risparmiata la vita, riponendo quasi tanta gloria nell'aver salvato Archimede quanto nell'aver espugnato Siracusa.
Costrutti: Ablativo assoluto
Ma egli, mentre con la mente e gli occhi fissi a terra disegnava figure, per l'eccessivo desiderio di portare a termine la sua ricerca non riuscì a dire il proprio nome a un soldato che, irrotto in casa per depredarla, con la spada sguainata sopra il capo gli chiedeva chi fosse; ma, protetta con le mani la polvere, disse: "Ti prego, non disturbare quel disegno", e, come se non si curasse dell'ordine del vincitore, fu colpito a morte e confuse con il proprio sangue i tratti della sua arte.
Costrutti: Imperativo negativo (noli + infinito)
Per questo accadde che, per la medesima passione, ora gli fosse donata la vita, ora ne fosse privato.
Costrutti: Correlazione modo... modo
03
108 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
04
Valerio Massimo apre così il racconto della morte di Archimede: «Direi che anche l'operosità di Archimede fu vantaggiosa, se non fosse che quella stessa gli diede la vita e gliela tolse». È l'incipit dell'exemplum su Archimede nei Facta et Dicta Memorabilia (8.7.ext.7), dove l'autore introduce il paradosso di uno studio che salva e insieme condanna.
Secondo Valerio Massimo, durante il sacco di Siracusa un soldato romano irrompe nella casa di Archimede, assorto nei suoi disegni geometrici; non riconosciuto in tempo, lo studioso viene ucciso nonostante l'ordine del console Marcello di risparmiargli la vita.
Marco Claudio Marcello, il generale romano che conquistò Siracusa nel 212 a.C., ammirava l'ingegno di Archimede, le cui macchine da guerra avevano a lungo ostacolato l'assedio romano; per questo, secondo Valerio Massimo, ordinò che al matematico fosse risparmiata la vita.