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greco
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
In questo brano leggendario, il giovane Alessandro Magno incontra Bucefalo, il famoso cavallo selvatico e feroce. Con il solo suono della sua voce calma Alessandro riesce a domare l'animale, che riconosce in lui il suo vero signore.
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Alessandro aveva quindici anni, e in un giorno gli capitò di attraversare il luogo dove il cavallo Bucefalo era rinchiuso, e sentì un nitrito terribile. E voltatosi verso i servi disse: «Che nitrito è mai questo del cavallo?». Rispondendo Tolomeo il generale disse: «Signore, questo è il cavallo Bucefalo, che tuo padre rinchiuse perché mangia uomini». Sentendo il cavallo la voce di Alessandro nitriva per la seconda volta, non più terribile come sempre ma dolce e melodioso, come se fosse sottomesso da una divinità. Quando dunque Alessandro si avvicinò allo steccato, subito il cavallo stese le zampe anteriori verso Alessandro e offrendogli la lingua si mostrava riconoscente del proprio padrone. Alessandro, veduta la meravigliosa espressione del cavallo e i molti resti di uomini morti sepolti sotto di esso, spingendo da parte i guardiani del cavallo, aprì lo steccato e afferrati i redini saltò in groppa senza freno e lo condusse attraverso il mezzo della città di Pella.
Εγενετο δε Αλεξανδρος ετων ιε, και εν μια των ημερων ετυχε διερχεσθαι αυτον εν τω τοπω, ενθα ην ο Βουκεφαλος ιππος εγκεκλησμενος, και ηκουσε χρεμετισμου φοβερου. Και επιστραφεις προς τους προπολους ειπεν· «Τις ουτος ο χρεμετισμος του ιππου;». Αποκριθεις δε ο Πτολεμαιος ο στραταρχης ειπεν· «Δεσποτα, ουτος εστιν ο Βυκεφαλος ιππος, ον ο πατηρ σου ενεκλεισε δια το ανθρωποφαγον αυτον ειναι». Ακουσας δε ο ιππος της Αλεξανδρου λαλιας εχρεμετισεν εκ δευτερου, ουχ ως παντοτε φοβερον αλλα μελιχρον και λιγυρον ως υπο θεου υποτασσομενος. Ως ουν ηγγισε τω καγγελλω Αλεξανδρος, ευθεως ο ιππος προετεινε τους εμπροσθιους ποδας τω Αλεξανδρω, και την γλωτταν αυτου προσχων αυτω υποφαινων τον ιδιον δεσποτην. Ο δε Αλεξανδρος θεασαμενος την θαυμαστην του ιππου προσοψιν και λειψανα πολλων ανθρωπων βιοθανατων υποκειμενα αυτω, παραγκωνισαμενος τους φυλακας του ιππου ηνοιξε το καγγελλον και δραξαμενος του τενοντος αυτου ηλατο αχαλινωτον και διηγε δια μεσης της πολεως Πελλης.
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I 83 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Alessandro aveva quindici anni, e in un giorno gli capitò di attraversare il luogo dove il cavallo Bucefalo era rinchiuso, e sentì un nitrito terribile.
Nel racconto, il cavallo Bucefalo riconosce in Alessandro una natura straordinaria: al suono della sua voce dolce il cavallo da terribile diventa mansueto e gli si offre volontariamente.