Caricamento…
Caricamento…
latino · Gellio
Gellio · Noctes Atticae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
La lettera «h» o piuttosto quello spirito più che lettera, i nostri antichi la inserivano in molte parole dei verbi per consolidarle e potenziarle, affinché il suono di esse fosse più fresco e vigoroso; e sembra l'abbiano fatto seguendo lo studio e l'esempio della lingua attica. È ben noto che gli Ateniesi dissero «ichthys» e «hippos» e molte altre parole nello stesso modo, contrariamente al costume dei Greci delle altre regioni, aspirando la lettera iniziale. Così dissero «lachrimas», così «sepulchrum», così «ahenum», così «vehemens», così «incohare», così «helluari», così «halucinari», così «honera», così «honestum». In tutte queste parole non parve esserci alcuna ragione di quella lettera o spirito, se non che la fermezza e il vigore della voce venissero tesi come con certi nervi aggiunti. Ma poiché abbiamo usato anche l'esempio di «aheni», mi viene in mente che Fido Optato, grammatico di grande fama a Roma, mi mostrò un libro dell'Eneide secondo, straordinario per antichità, acquistato nei Sigillaria per venti aurei, che si credeva fosse dello stesso Virgilio. Nel quale due di questi versi così erano scritti: «Il vestibolo dinnanzi e sulla soglia stessa Pirro balza tra i dardi splendente di luce di bronzo», e vedemmo aggiunta sopra la lettera «h» e fattosi «ahena». Così anche in quell'altro verso di Virgilio lo troviamo scritto nei migliori manoscritti: «o che fa schizzare l'onda dalle foglie il tremulo bronzo».
«H» litteram sive illam spiritum magis quam litteram dici oportet, inserebant eam veteres nostri plerisque vocibus verborum firmandis roborandisque, ut sonus earum esset viridior vegetiorque; atque id videntur fecisse studio et exemplo linguae Atticae. Satis notum est Atticos hichthyn et hippon et multa itidem alia contra morem gentium Graeciae ceterarum inspirantis primae litterae dixisse. Sic «lachrumas», sic «sepulchrum», sic «ahenum», sic «vehemens», sic «incohare», sic «helluari» sic «halucinari», sic «honera», sic «honestum» dixerunt. In his enim verbis omnibus litterae seu spiritus istius nulla ratio visa est, nisi ut firmitas et vigor vocis quasi quibusdam nervis additis intenderetur. Sed quoniam «aheni» quoque exemplo usi sumus, venit nobis in memoriam Fidum Optatum, multi nominis Romae grammaticum, ostendisse mihi librum Aeneidos secundum mirandae vetustatis emptum in sigillariis viginti aureis, quem ipsius Vergili fuisse credebatur. In quo duo isti versus cum ita scripti forent: vestibulum ante ipsum primoque in limine Pyrrus exsultat telis et luce coruscus aena, additam supra vidimus «h» litteram et «ahena» factum. Sic in illo quoque Vergili versu in optimis libris scriptum invenimus: aut foliis undam trepidi despumat aheni.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 121 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Ragioni dell’introduzione della lettera «H» sui manuali scolastici, con pagina e numero.