Participio congiunto (temporale)
Αροτης λυσας το ζευγος επι ποτον απηγαγε·
Un aratore, sciolto il giogo, lo condusse ad abbeverarsi.
λύσας, participio aoristo, precede l'azione del verbo principale ἀπήγαγε: 'dopo aver sciolto il giogo, lo condusse'.
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greco · Esopo
Esopo
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso · Aggiornato il
Esopo fu un favolista greco vissuto nel VI secolo a.C., autore di brevi racconti morali con animali protagonisti. In questa favola un lupo affamato, cercando di rubare il giogo di un aratro, finisce per trascinarlo lui stesso nel campo, tradendo la propria natura predatrice. Il contadino lo scopre e lo rimprovera, dando spunto alla morale finale sulla diffidenza verso i malvagi anche quando promettono di cambiare.
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Un aratore, sciolto il giogo, lo condusse ad abbeverarsi. Un lupo invece, affamato e in cerca di cibo, quando si imbatté nell'aratro, dapprima si mise a leccare i collari del giogo dei buoi, Poi, insensibilmente, a poco a poco, dopo aver chinato il collo, non potendo più tirarlo indietro, trascinò l'aratro nel campo. L'aratore, tornato indietro e vistolo, disse: «Magari tu, oh testa malvagia, abbandonando le rapine e l'ingiustizia, ti volgessi all'agricoltura!» Così gli uomini malvagi, anche se promettono bontà, per il loro carattere non sono creduti.
Αροτης λυσας το ζευγος επι ποτον απηγαγε· λυκος δε λιμωττων και τροφην ζητων, ως περιετυχε τω αροτρω, το μεν πρωτον τας των ταυρων ζευγλας περιελειχε, λαθων δε κατα μικρον, επειδ' εκυψε τον αυχενα, ανασπαν μη δυναμενος, επι την αρουραν το αροτρον εσυρεν. Ο δε αροτης επανελθων και θεασαμενος αυτον ειπεν· «Ειθε γαρ, ω κακη κεφαλη, καταλιπων τας αρπαγας και το αδικειν επι το γεωπονειν τρεποιο». Ουτως οι πονηροι των ανθρωπων, καν χρηστοτητα επαγγελλονται, δια τον τροπον ου πιστευονται.
I 5 costrutti di questa versione, ognuno dentro la frase in cui compare, con la resa in italiano e la spiegazione.
Αροτης λυσας το ζευγος επι ποτον απηγαγε·
Un aratore, sciolto il giogo, lo condusse ad abbeverarsi.
λύσας, participio aoristo, precede l'azione del verbo principale ἀπήγαγε: 'dopo aver sciolto il giogo, lo condusse'.
λυκος δε λιμωττων και τροφην ζητων, ως περιετυχε τω αροτρω, το μεν πρωτον τας των ταυρων ζευγλας περιελειχε,
Un lupo invece, affamato e in cerca di cibo, quando si imbatté nell'aratro, dapprima si mise a leccare i collari del giogo dei buoi,
λιμώττων e ζητῶν, participi presenti concordati col soggetto λύκος, descrivono la condizione che spiega l'azione del verbo principale.
λαθων δε κατα μικρον, επειδ' εκυψε τον αυχενα, ανασπαν μη δυναμενος, επι την αρουραν το αροτρον εσυρεν.
Poi, insensibilmente, a poco a poco, dopo aver chinato il collo, non potendo più tirarlo indietro, trascinò l'aratro nel campo.
λαθών (da λανθάνω) indica un'azione compiuta senza che il soggetto se ne accorga: 'senza accorgersene, a poco a poco'.
«Ειθε γαρ, ω κακη κεφαλη, καταλιπων τας αρπαγας και το αδικειν επι το γεωπονειν τρεποιο».
«Magari tu, oh testa malvagia, abbandonando le rapine e l'ingiustizia, ti volgessi all'agricoltura!»
Ειθε … τρεποιο vale «magari tu ... ti volgessi all'agricoltura». εἴθε introduce un desiderio irrealizzabile espresso con l'ottativo τρέποιο: 'magari tu ti volgessi...'.
Ουτως οι πονηροι των ανθρωπων, καν χρηστοτητα επαγγελλονται, δια τον τροπον ου πιστευονται.
Così gli uomini malvagi, anche se promettono bontà, per il loro carattere non sono creduti.
καν (και ἄν) introduce una concessiva con valore di 'anche se': χρηστότητα ἐπαγγέλλονται, 'anche se promettono bontà'.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Le frasi della versione una per una, numerate. Tocca una parola per lemma, paradigma, analisi morfologica, funzione sintattica e significati.
Un aratore, sciolto il giogo, lo condusse ad abbeverarsi.
Le parole sottolineate si aprono: toccane una.
Αροτης (ἀρότης, -ου, ὁ) sostantivo, nominativo maschile singolare, 1ª declinazione, soggetto: «l'aratore; il contadino».
λυσας (λύω, λύσω, ἔλυσα, λέλυκα) participio, nominativo participio aoristo maschile singolare attiva congiunto (temporale), participio congiunto riferito al soggetto ἀρότης: «avendo sciolto; sciolto».
το pronome, accusativo neutro singolare, articolo determinativo che accompagna ζεῦγος: «il».
ζευγος sostantivo.
επι preposizione.
ποτον sostantivo.
απηγαγε verbo.
Un lupo invece, affamato e in cerca di cibo, quando si imbatté nell'aratro, dapprima si mise a leccare i collari del giogo dei buoi,
λυκος sostantivo.
δε congiunzione.
λιμωττων participio.
και congiunzione.
τροφην sostantivo.
ζητων participio.
ως congiunzione.
περιετυχε verbo.
τω pronome.
αροτρω sostantivo.
το pronome.
μεν congiunzione.
πρωτον avverbio.
τας pronome.
των pronome.
ταυρων sostantivo.
ζευγλας sostantivo.
περιελειχε verbo.
Poi, insensibilmente, a poco a poco, dopo aver chinato il collo, non potendo più tirarlo indietro, trascinò l'aratro nel campo.
λαθων participio.
δε congiunzione.
κατα preposizione.
μικρον aggettivo.
επειδ' congiunzione.
εκυψε verbo.
τον pronome.
αυχενα sostantivo.
ανασπαν verbo.
μη avverbio.
δυναμενος participio.
επι preposizione.
την pronome.
αρουραν sostantivo.
το pronome.
αροτρον sostantivo.
εσυρεν verbo.
L'aratore, tornato indietro e vistolo, disse:
Ο pronome.
δε congiunzione.
αροτης sostantivo.
επανελθων participio.
και congiunzione.
θεασαμενος participio.
αυτον pronome.
ειπεν verbo.
«Magari tu, oh testa malvagia, abbandonando le rapine e l'ingiustizia, ti volgessi all'agricoltura!»
Ειθε avverbio.
γαρ congiunzione.
ω avverbio.
κακη aggettivo.
κεφαλη sostantivo.
καταλιπων participio.
τας pronome.
αρπαγας sostantivo.
και congiunzione.
το pronome.
αδικειν verbo.
επι preposizione.
το pronome.
γεωπονειν verbo.
τρεποιο verbo.
Così gli uomini malvagi, anche se promettono bontà, per il loro carattere non sono creduti.
Ουτως avverbio.
οι pronome.
πονηροι aggettivo.
των pronome.
ανθρωπων sostantivo.
καν congiunzione.
χρηστοτητα sostantivo.
επαγγελλονται verbo.
δια preposizione.
τον pronome.
τροπον sostantivo.
ου avverbio.
πιστευονται verbo.
I 65 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Si traduce «Un aratore, sciolto il giogo, lo condusse ad abbeverarsi»: è l'incipit della favola esopica del lupo e dell'aratro, che apre la scena iniziale.
La favola insegna che gli uomini malvagi, anche quando promettono di comportarsi bene, non vengono creduti a causa del loro carattere: il lupo, pur trascinando l'aratro, resta comunque un predatore agli occhi del contadino.
Il lupo, affamato, si mette a leccare i collari del giogo dei buoi e, senza accorgersene, resta impigliato con il collo nell'aratro, finendo per trascinarlo lui stesso nel campo.
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