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greco · Esopo
Esopo · Favole
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Questa favola di Esopo, nota come «La vecchia e il medico» (Perry 57), racconta di un'anziana malata agli occhi che assume un medico per curarsi: mentre la tratta, egli le sottrae uno a uno gli oggetti di casa, approfittando del fatto che lei tiene gli occhi chiusi. Quando pretende il compenso pattuito, la donna rifiuta e finisce davanti ai giudici, dove rivela l'inganno con arguzia. È un classico esempio della morale esopica secondo cui l'avidità disonesta finisce per tradire chi la pratica.
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Una donna anziana, malata agli occhi, chiamò un medico a pagamento. Ed egli, entrando, ogni volta che la curava, mentre quella teneva gli occhi chiusi, continuava a sottrarre uno ad uno gli oggetti. E quando, dopo aver portato via tutto, la guarì, richiese il compenso pattuito. Ma non volendo lei pagare, la condusse davanti ai giudici. E lei diceva di aver promesso il compenso, se avesse guarito i suoi occhi, ma che ora si trovava in una condizione peggiore a causa della cura rispetto a prima. "Allora infatti vedevo", disse, "tutti gli oggetti della mia casa, ma ora non riesco a vedere nulla." Così gli uomini malvagi, a causa della loro avidità, non si accorgono di attirare su di sé la condanna.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
νοσοῦσα
→ malata
Il participio 'νοσοῦσα' è congiunto al soggetto 'Γυνὴ' (donna), concordando con esso in caso, genere e numero. Esprime una circostanza concomitante o una causa ('essendo malata', 'poiché era malata').
Compare nel periodo 1 · 3 volte in questo passo.
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τοὺς ὀφθαλμοὺς
→ agli occhi
L'accusativo 'τοὺς ὀφθαλμοὺς' è usato per specificare la parte del corpo interessata dall'azione del participio 'νοσοῦσα' (malata), indicando 'malata riguardo agli occhi' o 'malata agli occhi'.
Compare nel periodo 1.
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ἐπὶ μισθῷ
→ a pagamento
La preposizione 'ἐπὶ' con il dativo 'μισθῷ' indica il fine o la condizione per cui viene compiuta l'azione, traducibile come 'a pagamento' o 'per un compenso'.
Compare nel periodo 1.
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ὁπότε αὐτὴν ἔχρισε
→ ogni volta che la curava
Introdotta dalla congiunzione 'ὁπότε' ('ogni volta che'), esprime un'azione che si ripete nel tempo. Il verbo 'ἔχρισε' è all'aoristo, ma in questo contesto assume un valore iterativo.
Compare nel periodo 2.
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ἐκείνης συμμυούσης
→ mentre quella teneva gli occhi chiusi
Costrutto formato da un sostantivo/pronome in genitivo ('ἐκείνης') e un participio in genitivo ('συμμυούσης'), che esprime una circostanza (qui temporale o modale) rispetto all'azione della principale, con soggetto diverso da quello della principale. Si traduce con una subordinata temporale o causale.
Compare nel periodo 2.
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ὑφαιρούμενος
→ a sottrarre
Il participio 'ὑφαιρούμενος' è concordato con il soggetto 'Ὁ' e dipende dal verbo 'διετέλει', che significa 'continuare'. In questo costrutto, il participio completa il significato del verbo reggente, indicando l'azione che viene continuata.
Compare nel periodo 2.
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καθ᾽ ἓν ἕκαστον
→ uno ad uno
L'espressione 'καθ᾽ ἓν ἕκαστον' (preposizione 'κατά' + numerale 'εἷς' + pronome indefinito 'ἕκαστος', tutti in accusativo) ha valore distributivo e significa 'uno ad uno', 'singolarmente'.
Compare nel periodo 2.
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ἐπὶ τῆς οἰκίας μου
→ della mia casa
La preposizione 'ἐπί' con il genitivo 'τῆς οἰκίας' e il pronome possessivo 'μου' forma un complemento di specificazione che indica la provenienza o l'appartenenza degli oggetti.
Compare nel periodo 6.
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οὐδὲν ἰδεῖν
→ vedere nulla
L'infinito aoristo 'ἰδεῖν' (vedere) funge da complemento oggetto del verbo 'δύναμαι' (riesco), indicando ciò che non si è in grado di fare. Il pronome 'οὐδὲν' è il suo complemento oggetto.
Compare nel periodo 6.
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μὲν ... δ᾽
→ allora... ma ora
Le particelle correlative 'μέν' e 'δέ' introducono due membri di una frase in contrapposizione, qui 'allora' e 'ora'.
Compare nel periodo 6.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Γυνὴ πρεσβῦτις τοὺς ὀφθαλμοὺς νοσοῦσα ἰατρὸν ἐπὶ μισθῷ παρεκάλεσεν. Ὁ δὲ εἰσιών, ὁπότε αὐτὴν ἔχρισε, διετέλει ἐκείνης συμμυούσης καθ᾽ ἓν ἕκαστον τῶν σκευῶν ὑφαιρούμενος. Ἐπεὶ δὲ πάντα ἐκφορήσας κἀκείνην ἐθεράπευσεν, ἀπῄτει τὸν ὁμολογημένον μισθόν· μὴ βουλομένης δ᾽ αὐτῆς ἀποδοῦναι, ἤγαγεν αὐτὴν ἐπὶ τοὺς ἄρχοντας. Ἡ δὲ ἔλεγε τὸν μὲν μισθὸν ὑποσχέσθαι, ἐὰν θεραπεύσῃ αὐτῆς τὰς κόρας, νῦν δὲ χεῖρον διατεθῆναι ἐκ τῆς ἰάσεως ἢ πρότερον. "Τότε μὲν γὰρ ἔβλεπον", ἔφη, "πάντα τὰ ἐπὶ τῆς οἰκίας μου σκεύη, νῦν δ᾽ οὐδὲν ἰδεῖν δύναμαι." Οὕτως οἱ πονηροὶ τῶν ἀνθρώπων διὰ πλεονεξίαν λανθάνουσι καθ᾽ ἑαυτῶν τὸν ἔλεγχον ἐπισπώμενοι.
Una donna anziana, malata agli occhi, chiamò un medico a pagamento.
Ed egli, entrando, ogni volta che la curava, mentre quella teneva gli occhi chiusi, continuava a sottrarre uno ad uno gli oggetti.
E quando, dopo aver portato via tutto, la guarì, richiese il compenso pattuito.
Ma non volendo lei pagare, la condusse davanti ai giudici.
E lei diceva di aver promesso il compenso, se avesse guarito i suoi occhi, ma che ora si trovava in una condizione peggiore a causa della cura rispetto a prima.
"Allora infatti vedevo", disse, "tutti gli oggetti della mia casa, ma ora non riesco a vedere nulla."
Così gli uomini malvagi, a causa della loro avidità, non si accorgono di attirare su di sé la condanna.
68 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.