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latino · Fedro
Fedro · Fabulae
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Fedro, favolista latino del I secolo d.C., raccoglie nelle sue Fabulae la tradizione delle favole esopiche in versi. In questo racconto una cornacchia si adorna con le piume perdute da un pavone e si intrufola nel suo splendido stormo, credendo di potersi spacciare per uno di loro. Quando i pavoni la scoprono e la scacciano a beccate, anche i suoi simili, già disprezzati, le negano accoglienza: la favola ammonisce contro chi disprezza la propria natura per vantarsi di meriti altrui.
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Affinché a nessuno piaccia vantarsi dei beni altrui, ma piuttosto si preferisca vivere secondo il proprio aspetto, Esopo ci ha tramandato questo esempio. Gonfia di vano orgoglio, la cornacchia raccolse le piume che erano cadute al pavone, e si adornò. Poi, disprezzando i suoi simili, si mescola, quasi fosse uno di loro, al bello stormo dei pavoni: a quell'uccello sfacciato strappano le piume e lo scacciano a beccate. Malconcia, la cornacchia, afflitta, cominciò a tornare alla propria specie: respinta da essa, subì una triste onta. Allora uno di quelli che prima aveva disprezzato disse: «Se ti fossi accontentato della nostra posizione, e avessi voluto sopportare ciò che la Natura ti aveva dato, non avresti provato quell'oltraggio, né la tua disgrazia avrebbe sentito questo rifiuto».
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
si fuisses … expertus esses … calamitasSe ti fossi accontentato... non avresti provato quell'oltraggio, né la tua disgrazia avrebbe sentito questo rifiuto
Protasi al piuccheperfetto congiuntivo (fuisses, voluisses) e apodosi con congiuntivo (expertus esses, sentiret): esprime un rimpianto impossibile da cambiare, se ti fossi accontentato non avresti sofferto.
Nel periodo 5.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Ne gloriari libeat alienis bonis, suoque potius habitu vitam degere, Aesopus nobis hoc exemplum prodidit. Tumens inani graculus superbia pinnas, pavoni quae deciderant, sustulit, seque exornavit. Deinde, contemnens suos immiscet se ut pavonum formoso gregi illi impudenti pinnas eripiunt avi, fugantque rostris. Male mulcatus graculus redire maerens coepit ad proprium genus, a quo repulsus tristem sustinuit notam. Tum quidam ex illis quos prius despexerat ‘Contentus nostris si fuisses sedibus et quod Natura dederat voluisses pati, nec illam expertus esses contumeliam nec hanc repulsam tua sentiret calamitas’.
Affinché a nessuno piaccia vantarsi dei beni altrui, ma piuttosto si preferisca vivere secondo il proprio aspetto, Esopo ci ha tramandato questo esempio.
Gonfia di vano orgoglio, la cornacchia raccolse le piume che erano cadute al pavone, e si adornò.
Poi, disprezzando i suoi simili, si mescola, quasi fosse uno di loro, al bello stormo dei pavoni: a quell'uccello sfacciato strappano le piume e lo scacciano a beccate.
Malconcia, la cornacchia, afflitta, cominciò a tornare alla propria specie: respinta da essa, subì una triste onta.
Allora uno di quelli che prima aveva disprezzato disse: «Se ti fossi accontentato della nostra posizione, e avessi voluto sopportare ciò che la Natura ti aveva dato, non avresti provato quell'oltraggio, né la tua disgrazia avrebbe sentito questo rifiuto».
Costrutti: Periodo ipotetico dell'irrealtà
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83 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
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Si traduce «Affinché a nessuno piaccia vantarsi dei beni altrui»: è l'incipit della favola Graculus Superbus et Pavo di Fedro (Fabulae 1,3), che annuncia subito la morale contro chi si vanta di meriti non suoi.
Rappresenta chi si vanta di pregi non propri: nella favola Graculus Superbus et Pavo delle Fabulae di Fedro la cornacchia si adorna con le piume del pavone e finisce doppiamente umiliata, respinta sia dai pavoni sia dai suoi simili.
Perché lei stessa li aveva disprezzati in precedenza, credendosi migliore grazie alle piume rubate: in questa favola di Fedro la punizione finale arriva proprio da chi era stato umiliato per primo.