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latino · Fedro
Fedro · Fabulae
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Fedro, favolista latino del I secolo d.C. e liberto di Augusto, mette in versi la tradizione esopica nella sua raccolta Fabulae. In questa favola, la più celebre del libro primo, un lupo cerca un pretesto per aggredire un agnello innocente che beve più a valle di lui lungo lo stesso ruscello. Ogni accusa viene smontata dalla logica dell'agnello, finché la forza non decide comunque di ucciderlo: la favola condanna chi opprime gli innocenti con accuse pretestuose.
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Un lupo e un agnello erano venuti allo stesso ruscello, spinti dalla sete; Il lupo stava più a monte, l'agnello molto più a valle. Allora il brigante, spinto da una gola ingorda, addusse un pretesto di lite. «Perché», disse, «mi hai intorbidato l'acqua mentre bevevo?». Il portatore di lana, temendo, di rimando: «Come potrei, ti prego, fare ciò di cui ti lamenti, o lupo? L'acqua scorre da te fino ai miei sorsi». Quello, respinto dalla forza della verità, disse: «Sei mesi fa hai parlato male di me». Rispose l'agnello: «Ma io non ero ancora nato». «Tuo padre, per Ercole», disse, «ha parlato male di me». E così, afferrato, lo sbrana con una morte ingiusta. Questa favola è stata scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con pretesti inventati.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
Qui possum
«Qui possum...?» non chiede davvero come sia possibile: nega con forza l'accusa del lupo, tipico registro delle difese nelle favole di Fedro.
Nel periodo 5.
correptumafferrato
«correptum» concorda con l'agnello sottinteso, oggetto di lacerat: equivale a una proposizione, dopo averlo afferrato.
Nel periodo 9.
Qui … innocentes opprimuntche opprimono gli innocenti con pretesti inventati
«Qui fictis causis innocentes opprimunt» non descrive semplicemente gli uomini, ma ne definisce la categoria: equivale a un consecutivo, tali da opprimere gli innocenti.
Nel periodo 10.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, Siti compulsi; superior stabat lupus Longeque inferior agnus. Tunc fauce improba Latro incitatus iurgii causam intulit. "Cur", inquit, "turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?". Laniger contra timens: "Qui possum, quaeso, facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor". Repulsus ille veritatis viribus: "Ante hos sex menses male", ait, "dixisti mihi". Respondit agnus: "Equidem natus non eram". "Pater hercle tuus", inquit, "male dixit mihi". Atque ita correptum lacerat iniusta nece. Haec propter illos scripta est homines fabula, Qui fictis causis innocentes opprimunt.
Un lupo e un agnello erano venuti allo stesso ruscello, spinti dalla sete;
Il lupo stava più a monte, l'agnello molto più a valle.
Allora il brigante, spinto da una gola ingorda, addusse un pretesto di lite.
«Perché», disse, «mi hai intorbidato l'acqua mentre bevevo?».
Il portatore di lana, temendo, di rimando: «Come potrei, ti prego, fare ciò di cui ti lamenti, o lupo? L'acqua scorre da te fino ai miei sorsi».
Costrutti: Interrogativa retorica
Quello, respinto dalla forza della verità, disse: «Sei mesi fa hai parlato male di me».
Rispose l'agnello: «Ma io non ero ancora nato».
«Tuo padre, per Ercole», disse, «ha parlato male di me».
E così, afferrato, lo sbrana con una morte ingiusta.
Costrutti: Participio congiunto
Questa favola è stata scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con pretesti inventati.
Costrutti: Relativa con valore consecutivo
03
81 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
04
Si traduce «Un lupo e un agnello erano venuti allo stesso ruscello»: è l'incipit della favola di Fedro Lupus et Agnus (Fabulae 1,1), che apre la scena con l'incontro casuale tra i due animali al fiume.
La morale, esplicitata nei due versi finali, è che questa favola è scritta per chi opprime gli innocenti con accuse false: nella raccolta Fabulae di Fedro il potere trova sempre un pretesto per giustificare la propria prepotenza.
Perché il lupo non cerca la verità ma solo un pretesto per aggredire: in questa favola di Fedro ogni argomento logico dell'agnello viene ribaltato con un'accusa ancora più assurda, fino a quella impossibile rivolta al padre.