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greco
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Un uomo, ignaro della propria sorte, racconta di un barbiere che lo rasa intenzionalmente male. Nel brano, il narratore scopre la beffa solo dopo aver incontrato gli amici, che ridono della sua apparenza ridicola.
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Questo maledetto barbiere, quando entrai nella bottega per farmi radere, mi accolse volentieri, mi fece sedere su un alto sgabello, mi avvolse il collo con un panno pulito e iniziò a passar la lametta sulla mia mascella con dolcezza, togliendomi la fitta barba. Ma in quel momento era il più astuto dei furfanti. Infatti, sebbene dovesse radermi tutta la mandibola, di nascosto mi lasciò in molti posti della barba e in altri posti mi levò la barba completamente, rendendo la faccia irregolare. Io, non accorgendomi della sua frode, me ne andai da un mio amico come al solito. I commensali, vedendomi, morirono dal ridere, e mentre io non capivo perché ridessero, uno di loro afferrò una delle barbe rimaste e la strappo. Arrabbiato per quei peli rimasti, li tolsi con una pialla. Ora voglio colpire questo barbiere sciagurato sulla testa con un bastone pesante.
Ουτος ο καταρατος κουρευς, ως αφικομην εις το εργαστηριον ξυρησομενος, ασμενως τε εδεξατο και εφ' υψηλου θρονου καθισας, σινδονα καθαραν τω τραχηλω περιβολων, πραως κατεφερε μοι των γναθων το ξυρον, αποψιλων το πυκνωμα των τριχων. Λλλ' εν αυτω τουτω πανουργοτατος ην. Δεον γαρ αυτον πασαν την γναθον ξυρησαι, ελαθεν υπολειπων πολλαχου μεν δασειαν, πολλαχου δε λειαν την σιαγονα. Εγω δε, ου γιγνωσκων την αυτου πανουργιαν, ωχομην κατα το ειωθος εις φιλου τινος. Οι δε συμποται, ορωντες με, εξεθανον τω γελωτι, και αγνοουντος εμου εφ' οτω γελωσιν, εις τις τινα των απολειφθεισων τριχων επιλαβομενος ειλκυσεν. Εκεινας τριχας ουν αγανακτων κοπιδι απερριζωσα. Νυν δε βουλομαι παχει ξυλω κατα της κεφαλης παταξαι τον ολιτηριον τουτον κουρεα.
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I 76 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Questo maledetto barbiere, quando entrai nella bottega per farmi radere, mi accolse volentieri, mi fece sedere su un alto sgabello, mi avvolse il collo con un panno pulito e iniziò a passar la lametta sulla mia mascella con dolcezza, togliendomi la fitta barba.
Il barbiere, come racconta il narratore, radette male di proposito: lasciò barba in alcuni punti e la tolse completamente in altri, rendendo il viso irregolare e ridicolo per burlarsi del cliente.