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greco
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Questo episodio, narrato da una fonte greca (probabilmente dalle Baccanti di Euripide o da un riassunto di essa), racconta il conflitto tra il giovane re tebano Penteo e il dio Dioniso. Il rifiuto di Penteo di riconoscere il nuovo dio porta alla sua perdizione attraverso l'inganno e la follia divina.
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Dopo che Tebe fu fondata e il territorio fu colonizzato dai guerrieri nati dai denti del drago, Cadmo lasciò il regno al figlio di sua figlia, Penteo, che da giovane regnava con grande superbia fiducioso della sua forza, sia mentale che fisica. Intorno a questi tempi accadde che Dioniso giunse dai Traci ai Tebani, affinché ricevesse anche da loro onore e pietà, manifestando i suoi misteri e insegnando i suoi riti. Poiché le donne erano impazzite per Dioniso e salivano sui monti benché fosse inverno, Penteo rinchiuse Dioniso in carcere; ma il dio, subito libero dai legami, fece impazzire lo stesso re. Così, promettendo apertamente a Penteo che avrebbe visto le menadi, cioè le donne che lo seguivano, che celebravano i riti dionisiaci sui monti, in segreto lo tradì, e ordito un agguato perché morisse nel modo più terribile, condusse il re sul monte dove lo abbandonò alle menadi.
Εκτισμενων των Θηβων τε και κατωκισμενης της χωρας τοις πολεμισταις τοις εκ των δρακοντος οδοντων γεγενημενοις, ο μεν Καδμος την βασιλειαν παρελιπε τω της θυγατερας υιω Πενθει, ος ατε νεος ων εβασιλευε μεγα φρονων επι ταις εαυτου δυναμεσι των τε φρενων τε και του σωματος. Περι τουτους τους χρονους δε συνεβη τον Διονυσον απο των Θρακων εις Θηβαιους αφιχθαι, ινα και ενθενδε τιμων τε και ευσεβειας τυχοιτο, τα αυτου μυστηρια αποφηνας και τα οργια διδαξας. Των δε γυναικων μεμηνυιων υπο του Διονυσου και εις τα ορη αναβεβηκυιων καιπερ χειμωνας οντος, ο μεν Πενθεις τον Διονυσον εν δεσμοις ειρξεν ο δε θεος παραυτικα των δεσμων λελυμενος αυτον τον βασιλεα μανηναι εποιησεν. Ουτως εμφανως υποσχομενος μεν τω Πενθει οτι τας μαιναδας, δ' εστι τας αυτω συνεπομενας γυναικας, εν ορεσι βακχευουσας οψεται, κρυφη δ' επιβουλευσας αυτω, οπως ως κακιστα αποθανοι, τον βασιλεα εις ορος ηγμενον ταις βακχαις προυβαλεν.
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I 86 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Dopo che Tebe fu fondata e il territorio fu colonizzato dai guerrieri nati dai denti del drago, Cadmo lasciò il regno al figlio di sua figlia, Penteo, che da giovane regnava con grande superbia fiducioso della sua forza, sia mentale che fisica.
Nel brano, Dioniso prima promette falsamente a Penteo che vedrà le menadi sui monti, poi lo tradisce segretamente e lo consegna alle donne impazzite affinché lo uccidano.