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greco
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Questo brano è tratto dal Critone di Platone e ritrae il momento in cui Critone arriva di notte nel carcere di Atene dove Socrate è imprigionato in attesa dell'esecuzione. La loro conversazione mostra l'affettuosa familiarità tra i due e l'ammirazione di Critone per il maestro.
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«Socrate, quando sei arrivato qui? Non è ancora mattina?» «Certo che sì.» «Ma quando esattamente?» «All'alba profonda.» «Mi sorprende come il carceriere abbia voluto obbedirti.» «Ormai è abituato a me, Socrate, perché vengo qui spesso, e inoltre riceve favori da me.»
ΣΩ. Ti τηνικαδε αφιξαι, ω Κριτων; η ου πρw ετι εστιν; ΚΡ. Πανυ μεν ουν. ΣΩ. Πηνικα μαλιστα; ΚΡ. Ορθρος βαθυς. ΣΩ. Θαυμαζω οπως ηθελησε σοι ο του δεσμωτηριου φυλαξ υπακουσαι. ΚΡ. Συνηθης ηδη μοι εστιν, ω Σωκρατες, δια το πολλακις δευρο φοιταν, και τι και ευεργετηται υπ εμου.
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I 39 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
«Socrate, quando sei arrivato qui?
Il carceriere permette facilmente a Critone di entrare perché è ormai abituato alle visite e riceve favori da Socrate; questo mostra come la virtù e la gentilezza di Socrate abbiano conquistato anche i nemici, trasformandoli in persone benevole.