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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 57
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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questi provvedimenti verso i Potideati gli Ateniesi li predisponevano subito dopo la battaglia navale di Corcira; infatti i Corinzi erano ormai apertamente ostili, e Perdicca figlio di Alessandro, re dei Macedoni, era diventato nemico, pur essendo stato prima loro alleato e amico. era diventato nemico perché gli Ateniesi avevano fatto alleanza con Filippo, suo fratello, e con Derda, che insieme si opponevano a lui. e allora, temendo, tramava, mandando ambasciatori a Sparta perché scoppiasse una guerra tra Atene e i Peloponnesiaci, e cercava di attirarsi i Corinzi in vista della rivolta di Potidea; faceva inoltre proposte ai Calcidesi e ai Bottiei della zona tracia di ribellarsi insieme a lui, pensando che, se avesse avuto come alleati quei territori confinanti, avrebbe fatto la guerra con maggiore facilità insieme a loro. venuti a saperlo, gli Ateniesi, volendo prevenire le defezioni delle città (si trovava infatti che stessero mandando trenta navi e mille opliti contro il territorio di Perdicca, sotto il comando di Archestrato figlio di Licomede insieme ad altri dieci stratghi), ordinarono ai comandanti delle navi di prendere ostaggi dai Potideati, di abbattere il loro muro e di tenere sorvegliate le città vicine perché non si ribellassero.
ταῦτα δὲ περὶ τοὺς Ποτειδεάτας οἱ Ἀθηναῖοι προπαρεσκευάζοντο εὐθὺς μετὰ τὴν ἐν Κερκύρᾳ ναυμαχίαν· οἵ τε γὰρ Κορίνθιοι φανερῶς ἤδη διάφοροι ἦσαν, Περδίκκας τε ὁ Ἀλεξάνδρου Μακεδόνων βασιλεὺς ἐπεπολέμωτο ξύμμαχος πρότερον καὶ φίλος ὤν. ἐπολεμώθη δὲ ὅτι Φιλίππῳ τῷ ἑαυτοῦ ἀδελφῷ καὶ Δέρδᾳ κοινῇ πρὸς αὐτὸν ἐναντιουμένοις οἱ Ἀθηναῖοι ξυμμαχίαν ἐποιήσαντο. δεδιώς τε ἔπρασσεν ἔς τε τὴν Λακεδαίμονα πέμπων ὅπως πόλεμος γένηται αὐτοῖς πρὸς Πελοποννησίους, καὶ τοὺς Κορινθίους προσεποιεῖτο τῆς Ποτειδαίας ἕνεκα ἀποστάσεως· προσέφερε δὲ λόγους καὶ τοῖς ἐπὶ Θρᾴκης Χαλκιδεῦσι καὶ Βοττιαίοις ξυναποστῆναι, νομίζων, εἰ ξύμμαχα ταῦτα ἔχοι ὅμορα ὄντα τὰ χωρία, ῥᾷον ἂν τὸν πόλεμον μετ’ αὐτῶν ποιεῖσθαι. ὧν οἱ Ἀθηναῖοι αἰσθόμενοι καὶ βουλόμενοι προκαταλαμβάνειν τῶν πόλεων τὰς ἀποστάσεις (ἔτυχον γὰρ τριάκοντα ναῦς ἀποστέλλοντες καὶ χιλίους ὁπλίτας ἐπὶ τὴν γῆν αὐτοῦ, Ἀρχεστράτου τοῦ Λυκομήδους μετ’ ἄλλων † δέκα † στρατηγοῦντος) ἐπιστέλλουσι τοῖς ἄρχουσι τῶν νεῶν Ποτειδεατῶν τε ὁμήρους λαβεῖν καὶ τὸ τεῖχος καθελεῖν, τῶν τε πλησίον πόλεων φυλακὴν ἔχειν ὅπως μὴ ἀποστήσονται.
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