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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 87
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Dette queste cose, essendo egli stesso eforo, mise ai voti l'assemblea dei Lacedemoni. egli però (giudicano infatti a voce e non con la scheda) disse di non poter distinguere quale voce fosse maggiore, ma volendo spingerli a orientarsi più decisamente verso la guerra manifestando apertamente la loro opinione, disse: «chi di voi, o Lacedemoni, ritiene rotti i patti e che gli Ateniesi commettono ingiustizia, si alzi e vada in quel luogo», indicando loro un luogo, «chi invece non lo ritiene, vada dall'altra parte». essi si alzarono e si divisero, e furono molti di più quelli per cui i patti sembravano rotti. convocati gli alleati, dissero che a loro sembrava che gli Ateniesi commettessero ingiustizia, ma che volevano, chiamati tutti gli alleati, sottoporre la questione al voto, perché, deliberato in comune, facessero la guerra, se fosse sembrato bene. e questi tornarono a casa, sbrigata questa faccenda, e più tardi anche gli ambasciatori degli Ateniesi, trattato ciò per cui erano venuti; questa decisione dell'assemblea, che i patti fossero rotti, fu presa nel quattordicesimo anno da quando erano trascorsi i trent'anni della pace stipulata dopo i fatti di Eubea.
Τοιαῦτα λέξας ἐπεψήφιζεν αὐτὸς ἔφορος ὢν ἐς τὴν ἐκκλησίαν τῶν Λακεδαιμονίων. ὁ δέ (κρίνουσι γὰρ βοῇ καὶ οὐ ψήφῳ) οὐκ ἔφη διαγιγνώσκειν τὴν βοὴν ὁποτέρα μείζων, ἀλλὰ βουλόμενος αὐτοὺς φανερῶς ἀποδεικνυμένους τὴν γνώμην ἐς τὸ πολεμεῖν μᾶλλον ὁρμῆσαι ἔλεξεν ’ὅτῳ μὲν ὑμῶν, ὦ Λακεδαιμόνιοι, δοκοῦσι λελύσθαι αἱ σπονδαὶ καὶ οἱ Ἀθηναῖοι ἀδικεῖν, ἀναστήτω ἐς ἐκεῖνο τὸ χωρίον,’ δείξας τι χωρίον αὐτοῖς, ’ὅτῳ δὲ μὴ δοκοῦσιν, ἐς τὰ ἐπὶ θάτερα.’ ἀναστάντες δὲ διέστησαν, καὶ πολλῷ πλείους ἐγένοντο οἷς ἐδόκουν αἱ σπονδαὶ λελύσθαι. προσκαλέσαντές τε τοὺς ξυμμάχους εἶπον ὅτι σφίσι μὲν δοκοῖεν ἀδικεῖν οἱ Ἀθηναῖοι, βούλεσθαι δὲ καὶ τοὺς πάντας ξυμμάχους παρακαλέσαντες ψῆφον ἐπαγαγεῖν, ὅπως κοινῇ βουλευσάμενοι τὸν πόλεμον ποιῶνται, ἢν δοκῇ. καὶ οἱ μὲν ἀπεχώρησαν ἐπ’ οἴκου διαπραξάμενοι ταῦτα, καὶ οἱ Ἀθηναίων πρέσβεις ὕστερον ἐφ’ ἅπερ ἦλθον χρηματίσαντες· ἡ δὲ διαγνώμη αὕτη τῆς ἐκκλησίας, τοῦ τὰς σπονδὰς λελύσθαι, ἐγένετο ἐν τῷ τετάρτῳ καὶ δεκάτῳ ἔτει τῶν τριακοντουτίδων σπονδῶν προκεχωρηκυιῶν, αἳ ἐγένοντο μετὰ τὰ Εὐβοϊκά.
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