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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 86
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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«I lunghi discorsi degli Ateniesi non li capisco; infatti, dopo essersi lodati a lungo, non hanno negato in nessun punto di far torto ai nostri alleati e al Peloponneso; eppure, se contro i Medi furono valorosi allora, e contro di noi sono ora malvagi, meritano doppia pena, perché da buoni sono diventati cattivi. noi invece siamo uguali allora e ora, e i nostri alleati, se siamo saggi, non li lasceremo subire ingiustizia né tarderemo a soccorrerli; essi invece non tardano più a soffrire il male. altri infatti hanno molte ricchezze, navi e cavalli, noi invece abbiamo buoni alleati, che non vanno consegnati agli Ateniesi, né vanno risolte con processi e parole le questioni, per non essere danneggiati anche noi a parole soltanto, ma vanno vendicati subito e con tutta la forza. e nessuno ci insegni come conviene deliberare a chi subisce ingiustizia, ma piuttosto conviene deliberare a lungo a chi sta per commetterla. votate dunque, o Lacedemoni, la guerra in modo degno di Sparta, e non permettete che gli Ateniesi diventino più forti, né tradiamo gli alleati, ma con gli dei marciamo contro chi commette ingiustizia».
’Τοὺς μὲν λόγους τοὺς πολλοὺς τῶν Ἀθηναίων οὐ γιγνώσκω· ἐπαινέσαντες γὰρ πολλὰ ἑαυτοὺς οὐδαμοῦ ἀντεῖπον ὡς οὐκ ἀδικοῦσι τοὺς ἡμετέρους ξυμμάχους καὶ τὴν Πελοπόννησον· καίτοι εἰ πρὸς τοὺς Μήδους ἐγένοντο ἀγαθοὶ τότε, πρὸς δ’ ἡμᾶς κακοὶ νῦν, διπλασίας ζημίας ἄξιοί εἰσιν, ὅτι ἀντ’ ἀγαθῶν κακοὶ γεγένηνται. ἡμεῖς δὲ ὁμοῖοι καὶ τότε καὶ νῦν ἐσμέν, καὶ τοὺς ξυμμάχους, ἢν σωφρονῶμεν, οὐ περιοψόμεθα ἀδικουμένους οὐδὲ μελλήσομεν τιμωρεῖν· οἱ δ’ οὐκέτι μέλλουσι κακῶς πάσχειν. ἄλλοις μὲν γὰρ χρήματά ἐστι πολλὰ καὶ νῆες καὶ ἵπποι, ἡμῖν δὲ ξύμμαχοι ἀγαθοί, οὓς οὐ παραδοτέα τοῖς Ἀθηναίοις ἐστίν, οὐδὲ δίκαις καὶ λόγοις διακριτέα μὴ λόγῳ καὶ αὐτοὺς βλαπτομένους, ἀλλὰ τιμωρητέα ἐν τάχει καὶ παντὶ σθένει. καὶ ὡς ἡμᾶς πρέπει βουλεύεσθαι ἀδικουμένους μηδεὶς διδασκέτω, ἀλλὰ τοὺς μέλλοντας ἀδικεῖν μᾶλλον πρέπει πολὺν χρόνον βουλεύεσθαι. ψηφίζεσθε οὖν, ὦ Λακεδαιμόνιοι, ἀξίως τῆς Σπάρτης τὸν πόλεμον, καὶ μήτε τοὺς Ἀθηναίους ἐᾶτε μείζους γίγνεσθαι μήτε τοὺς ξυμμάχους καταπροδιδῶμεν, ἀλλὰ ξὺν τοῖς θεοῖς ἐπίωμεν ἐπὶ τοὺς ἀδικοῦντας.’
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