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latino · Frontone
Frontone · Epistulae ad Marcum Caesarem
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Ma quando qualcuno presenta come accertato ciò che ha conosciuto superficialmente, cade in errore in molti modi per falsa fiducia. Dicono anche che è meglio non aver mai toccato le discipline filosofiche piuttosto che averle apenas sfiorato, per così dire, con le labbra, e che diventano malissimi coloro che, aggirandosi nel vestibolo dell'arte, se ne allontanano prima di penetrarvi. Tuttavia in altre arti talvolta puoi nasconderti e sei considerato esperto per un po', sebbene ignori la cosa. Nella scelta e nella disposizione delle parole invece subito diventa chiaro e non puoi ancora a lungo dare parole senza rivelare te stesso ignorante di parole, e che le disapprovi male, le giudichi temerariamente e le maneggi senza competenza, e non conosci la misura e il peso della parola. Per questo motivo pochissimi fra gli antichi scrittori si sono dedicati a questa fatica, a questo zelo e a questo rischio di ricercare più diligentemente le parole; tra gli oratori, uno solo di tutti quelli nati, M. Porcio, e il suo frequente seguace C. Sallustio, tra i poeti soprattutto Plauto, e moltissimo Q. Ennio, e che lo emulò studiosamente L. Celio, inoltre Nevio, Lucrezio, Acio anche, Cecilio, e persino Laberio.
At ubi quis leviter quid cognitum pro conperto ostentat, falsa fiducia multifariam labitur. Philosophiae quoque disciplinas aiunt satius esse numquam attigisse quam leviter et primoribus, ut dicitur, labiis delibasse, eosque provenire malitiosissimos, qui in vestibulo artis obversati prius inde averterint, quam penetraverint. Tamen est in aliis artibus, ubi interdum delitisces et peritus paulisper habeare, quod nescias. In verbis vero eligendis conlocandisque ilico dilucet nec verba dare diutius potest, quin se ipse indicet verborum ignarum esse eaque male probare et temere existimare et inscie contrectare neque modum neque pondus verbi internosse. Quamobrem rari admodum veterum scriptorum in eum laborem studiumque et periculum verba industriosius quaerendi sese commisere, oratorum post homines natos unus omnium M. Porcius eiusque frequens sectator C. Sallustius, poetarum maxime Plautus, multo maxime Q. Ennius eumque studiose aemulatus L. Coelius necnon Naevius, Lucretius, Accius etiam, Caecilius, Laberius quoque.
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