Caricamento…
Caricamento…
latino · Minucio Felice
Minucio Felice · Octavius
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Del resto che molti di noi siamo detti poveri, non è nostra infamia ma gloria: infatti lo spirito come si scioglie dal lusso, così si rinforza dalla frugalità. E tuttavia chi può essere povero colui che non ha bisogno, che non brama l'altrui, che è ricco in dio? Più povero è colui che, pur avendo molto, desidera di più. Dirò tuttavia come la penso: nessuno può essere così povero come è nato. Gli uccelli vivono senza patrimonio e il bestiame pascola di giorno in giorno: e tuttavia questi ci sono nati, che tutti, se non li bramiamo, possediamo. Così come colui che percorre una strada è tanto più fortunato quanto più leggero cammina, così è più beato in questo cammino della vita colui che si solleva dalla povertà, non geme sotto il peso delle ricchezze. E tuttavia se pensassimo che i beni fossero utili, li chiederemmo a dio: certamente potrebbe permetterne un po' colui al quale appartiene tutto. Ma preferiamo noi dispregiare le ricchezze piuttosto che trattenerle, desideriamo più l'innocenza, desideriamo più la pazienza, preferiamo essere buoni piuttosto che produttori di sperperi. E il fatto che sentiamo e sopportiamo i vizi umani del corpo, non è una punizione, ma un servizio militare. Infatti il coraggio si rinforza dalle debolezze e la sventura è spesso esercizio della disciplina della virtù; le forze infine sia della mente che del corpo senza l'esercizio della fatica si intorpidiscono.
Ceterum quod plerique pauperes dicimur, non est infamia nostra, sed gloria: animus enim ut luxu solvitur, ita frugalitate firmatur. Et tamen quis potest pauper esse qui non eget, qui non inhiat alieno, qui deo dives est? Magis pauper ille est, qui cum multa habeat, plura desiderat. Dicam tamen quemadmodum sentio: nemo tam pauper potest esse quam natus est. Aves sine patrimonio vivunt et in diem pecua pascuntur: et haec nobis tamen nata sunt, quae omnia, si non concupiscimus, possidemus. Igitur ut qui viam terit, eo felicior quo levior incedit, ita beatior in hoc itinere vivendi, qui paupertate se sublevat, non sub divitiarum onere suspirat. Et tamen facultates, si utiles putaremus, a deo posceremus: utique indulgere posset aliquantum cuius est totum. Sed nos contemnere malumus opes quam continere, innocentiam magis cupimus, magis patientiam flagitamus, malumus nos bonos esse quam prodigos. Et quod corporis humana vitia sentimus et patimur, non est poena, militia est. Fortitudo enim infirmitatibus roboratur et calamitas saepius disciplina virtutis est; vires denique et mentis et corporis sine laboris exercitatione torpescunt.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 108 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Le vere ricchezze sui manuali scolastici, con pagina e numero.