Caricamento…
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I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
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Tuttavia il principe, splendente tra i primissimi pericoli della battaglia, saltò fuori da una parte la nostra armatura più leggera, e tagliava le schiere e i dorsi dei Persiani e degli elefanti nemici. Come egli, dimentico di stare in guardia, li vedesse disperdere spaventati, mostrava apertamente, levando alto le mani gridando, e eccitava l'ira dei seguaci, gettandosi ardentemente nella battaglia, i candidati da ogni parte gridavano, quelli che il terrore aveva disperso, affinché evitasse la massa dei fuggitivi come rovina di un tetto male costruito, e - da donde non si sa - improvvisamente una lancia montata a cavallo, sfiorando la pelle del suo braccio, penetrò le costole e si fermò nella fibra più profonda del fegato. Mentre cercava di strapparla con la mano destra, sentì i nervi delle dita tagliati da ferro acuto da entrambi i lati, e crollato dal cavallo fu portato al campo dal rapido concorso di quanti erano presenti, e veniva curato dai servizi medici. Poco dopo, quando il dolore si placò un poco, smise di temere la morte, e combattendo contro il suo fine con grande forza d'animo chiedeva le armi e il cavallo, affinché, ricominciando il combattimento, riparasse la fiducia dei suoi e sembrasse sicuro di sé, tormentato invece violentemente dalla sollecitudine per la salvezza altrui: con quel vigore, sebbene in circostanza diversa, con cui l'inclito duce Epaminonda, mortalmente ferito presso Mantinea e portato via dalla battaglia, ricercava ansiosamente lo scudo. Quando l'ebbe visto da vicino, morì più lieto per la forza della ferita, e colui che perdeva la vita intrepido, ebbe paura della perdita dello scudo.
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