quelloEoassembleaconcilioscioltadimisso,gli stessiidemi capiprincipesdelle popolazionicivitatumchequiprimaanteerano statifuerantdaadCesareCaesaremtornaronoreverterunte chieseropetieruntquecheutia lorosibiin segretosecretoininin privatooccultoriguardo adepropriasuae di tuttiomniumquesalvezzasaluteconcumluieotrattareagerefosse concessoliceret.questaEacosareottenutaimpetrataessi stessisesetuttiomnespiangendoflentesdi CesareCaesariaadi piedipedessi gettaronoproiecerunt:nonnonmenominusdi sésequestoidsforzarsicontendereeetimpegnarsilaborareche nonnele coseeachequaeavevano dettodixissentfossero riferiteenuntiarenturchequamper ottenereutile coseeachequaevolevanovellentottenesseroimpetrarent,perciòproptereaperchéquod,sesiriferitoenuntiatumfosse statoesset,il più grandesummumainsuppliziocruciatumsésedestinati a venireventurosvedevanoviderent.parlatoLocutusessereestperprolorohisDiviciacoDiviciacusl'EduoHaeduus:della GalliaGalliaedi tuttatotiusle fazionifactionesessereessedueduas;di questeharumdell'unaalteriusil primatoprincipatumtenereteneregli EduiHaeduos,dell'altraalteriusgli ArverniArvernos.questiHipoichécumcon tanto accanimentotantoperesuldeprimatopotentatutrainterlorosemoltimultosanniannosavevano contestocontenderent,accadutofactumessereessecheutidaabgli ArverniArvernise i SequaniSequanisquei GermaniGermania pagamentomercedefossero chiamatiarcesserentur.di questiHorumall'inizioprimocircacircitermigliaiamiliaquindiciXVil RenoRhenumaver attraversatotransisse;poiposteachequami campiagroseetla civiltàcultumeetle ricchezzecopiasdei GalliGallorumgli uominihominesselvaggiferieacbarbaribarbariavessero preso gusto aadamassent,fatti passaretraductosdi piùplures;oranuncessereesseininGalliaGalliafino aadcentoCeetventiXXdi migliaiamiliumil numeronumerum.controCumquestihisgli EduiHaeduose i loroeorumqueclienticlientesuna voltasemeleatqueancoraiterumcon le armiarmisaver combattutocontendisse;gravemagnamdisfattacalamitatemsconfittipulsosaver subitoaccepisse,tuttaomnemla nobiltànobilitatem,tuttoomnemil senatosenatum,tuttaomnemla cavalleriaequitatumaver persoamisisse.da questeQuibusbattaglieproeliise disgraziecalamitatibusquefiaccatifractos,essi chequisiaetpropriosuacol valorevirtutesiaetdel popolopopuliromanoRomanicon l'ospitalitàhospitioeatquecon l'amiciziaamicitiamoltissimoplurimumprimaanteininGalliaGalliaavevano potutopotuissent,costretticoactosessereesseai SequaniSequanisostaggiobsidesdaredarei più nobilinobilissimosdella comunitàcivitatiseetcon giuramentoiuregiurandoiurandola comunitàcivitatemimpegnareobstringerese stessisesenénequegli ostaggiobsidesche avrebbero richiesto indietrorepetiturosnénequeaiutoauxiliumdaadal popolopopuloromanoRomanoche avrebbero imploratoimploraturosnénequeche si sarebbero rifiutatirecusaturosdiquomenominusper sempreperpetuosottosubdi quelliillorumal dominiodicioneeatqueal potereimperiostesseroessent.l'unicoUnumséseessereesseinextuttaomnila comunitàcivitatedegli EduiHaeduorumchequiessere indottoadducinonnonabbia potutopotueritautgiurasseiuraretoauti figliliberosproprisuosin ostaggioobsidesdessedaret.perObquestaeamcosaremsésedallaexcomunitàcivitateessere fuggitoprofugisseeeta RomaRomamdaladil senatosenatumessere venutovenisseaiutoauxiliuma chiederepostulatum,perchéquodsolosolusnénequeda giuramentoiuregiuratoiurandonénequeda ostaggiobsidibusfosse vincolatoteneretur.maSedpeggiopeiusai vincitorivictoribusi SequaniSequanischequamagli EduiHaeduisvintivictisessere accadutoaccidisse,perciòproptereaperchéquodAriovistoAriovistus,il rerexdei GermaniGermanorum,ininloroeorumterritoriofinibussi fosse stabilitoconsedissete la terzatertiamquela partepartemdel territorioagridei SequaniSequani,chequifosseessetla miglioreoptimusdi tuttatotiusla GalliaGalliae,avesse occupatooccupavisseteetoranuncdideun'altraalteraparteparteterzatertiai SequaniSequanossgombraredecedereordinasseiuberet,perciòproptereaperchéquodpochipaucismesimensibusprimaantedegli ArudiHarudummigliaiamiliadi uominihominumventiquattroXXIIIIdaadluieumfossero giuntivenissent,ai qualiquibusun luogolocuseacsedisedesfossero procuratepararentur.destinato ad accadereFuturumessereessepochipaucisanniannischeutituttiomnesdaexdella GalliaGalliaeterritoriofinibusfossero cacciatipellerentureatquetuttiomnesi GermaniGermaniil RenoRhenumavrebbero attraversatotransirent;nénequeinfattienimda paragonareconferendumessereesseil territorio gallicoGallicumconcumdei GermaniGermanorumil territorioagronénequequestohancil tenoreconsuetudinemdi vitavictusconcumquelloillada mettere a confrontocomparandam.AriovistoAriovistumpoiautem,da quandoutuna voltasemeldei GalliGallorumle forzecopiasin battagliaproelioaveva sconfittovicerit,la qualequodbattagliaproeliumcombattutafactumfusitpressoadMagetobrigaMagetobrigam,con arroganzasuperbeeetcon crudeltàcrudelitercomandareimperare,in ostaggioobsidesdei più nobilinobilissimidi ciascunocuiusquei figliliberosesigereposcereeetsuindi loroeosogni sorta diomniasuppliziexemplae tormenticruciatusqueinfliggereedere,sesiqualchequacosaresnonnonsecondoadil cennonutumoautsecondoadla volontàvoluntatemsuaeiusfattafactafossesit.un uomoHominemessereessebarbarobarbarum,iracondoiracundum,sconsideratotemerarium:nonnonpoterepossesuoieiusgli ordiniimperiapiù a lungodiutiusessere sopportatisustineri.se nonNisiqualchequidininCesareCaesaree nel popolopopuloqueromanoRomanoci fossesitdi aiutoauxilii,tuttiomnibusi GalliGallislo stessoidemessereesseda farefaciendumchequodgli ElveziHelvetiiavevano fattofecerint,cioèutdalla patriadomoemigrareemigrent,un'altraaliuddimoradomicilium,altrealiassedisedes,lontaneremotasdaai GermaniGermanis,cercarepetante la sortefortunamque,qualunque cosaquaecumqueaccadesseaccidat,tentareexperiantur.queste coseHaecsesiriferiteenuntiataad AriovistoAriovistofosserosint,nonnondubitaredubitarechequinriguardo adetuttiomnibusgli ostaggiobsidibuschequipressoapudluieumeranosintil più gravegravissimumsuppliziosuppliciumavrebbe inflittosumat.CesareCaesaremovelcon l'autoritàauctoritatepropriasuaeatquedell'esercitoexercitusovelrecenterecenticon la vittoriavictoriaovelcol nomenominedel popolopopuliromanoRomanidissuaderedeterrerepotereposseche nonnepiù grandemaioruna moltitudinemultitudodi GermaniGermanorumil RenoRhenumpassassetraducatur,e la GalliaGalliamquetuttaomnemdaabdi AriovistoAriovistil'ingiustiziainiuriapoterepossedifenderedefendere.
Traduzione in italiano
Sciolta quell'assemblea, gli stessi capi delle popolazioni che c'erano stati prima tornarono da Cesare e chiesero che fosse loro concesso di trattare con lui in segreto e in privato della propria salvezza e di quella di tutti. Ottenuto ciò, tutti si gettarono piangendo ai piedi di Cesare: dicevano di lottare e di impegnarsi non meno perché le cose dette non venissero riferite, che per ottenere quanto desideravano, poiché, se ciò fosse stato riferito, si vedevano destinati al supplizio più atroce. Prese la parola per loro Diviciaco l'Eduo: disse che in tutta la Gallia c'erano due fazioni; il primato dell'una lo tenevano gli Edui, dell'altra gli Arverni. Poiché questi avevano contesto tra loro per molti anni con tanto accanimento sul primato, era accaduto che dagli Arverni e dai Sequani i Germani fossero chiamati a pagamento. Di questi, all'inizio circa quindicimila avevano attraversato il Reno; poi, dopo che quegli uomini selvaggi e barbari avevano preso gusto ai campi, alla civiltà e alle ricchezze dei Galli, ne erano stati fatti passare altri di più; ora in Gallia ce n'erano fino al numero di centoventimila. Gli Edui e i loro clienti avevano combattuto contro di loro una volta e ancora con le armi; sconfitti, avevano subito una grave disfatta, avevano perso tutta la nobiltà, tutto il senato, tutta la cavalleria. Fiaccati da queste sconfitte e disgrazie, essi che prima, sia col proprio valore sia con l'ospitalità e l'amicizia del popolo romano, avevano potuto moltissimo in Gallia, erano stati costretti a dare ai Sequani in ostaggio i più nobili della loro comunità e a impegnare con giuramento la propria comunità a non richiedere indietro gli ostaggi, a non implorare aiuto dal popolo romano, e a non rifiutarsi di restare per sempre sotto il dominio e il potere di quelli. Lui solo, disse, era l'unico in tutta la comunità degli Edui che non si fosse potuto indurre a giurare o a dare i propri figli in ostaggio. Per questo era fuggito dalla sua comunità ed era venuto a Roma dal senato a chiedere aiuto, perché lui solo non era vincolato né da giuramento né da ostaggi. Ma era accaduto qualcosa di peggio ai Sequani vincitori che agli Edui vinti, perché Ariovisto, il re dei Germani, si era stabilito nel loro territorio, aveva occupato la terza parte del territorio dei Sequani, che era la migliore di tutta la Gallia, e ora ordinava ai Sequani di sgombrare un'altra terza parte, perché pochi mesi prima erano giunti da lui ventiquattromila uomini degli Arudi, ai quali procurare un luogo e delle sedi. Sarebbe accaduto che entro pochi anni tutti sarebbero stati cacciati dal territorio della Gallia e tutti i Germani avrebbero attraversato il Reno; infatti il territorio della Gallia non era paragonabile a quello dei Germani, né questo tenore di vita poteva essere messo a confronto con quello. Ariovisto poi, da quando aveva sconfitto una volta in battaglia le forze dei Galli (battaglia combattuta presso Magetobriga), comandava con arroganza e crudeltà, esigeva in ostaggio i figli dei più nobili e infieriva su di loro con ogni sorta di supplizi e tormenti, se qualcosa non fosse stato fatto secondo il suo cenno o la sua volontà. Era un uomo barbaro, iracondo e sconsiderato: i suoi ordini non si potevano più sopportare a lungo. Se non ci fosse stato qualche aiuto in Cesare e nel popolo romano, tutti i Galli avrebbero dovuto fare lo stesso che avevano fatto gli Elvezi: emigrare dalla patria, cercare un'altra dimora, altre sedi lontane dai Germani, e tentare la sorte, qualunque cosa fosse accaduta. Se queste parole fossero state riferite ad Ariovisto, non dubitava che egli avrebbe inflitto il più grave supplizio a tutti gli ostaggi che erano presso di lui. Cesare, con la propria autorità e quella del suo esercito, o con la recente vittoria, o col nome del popolo romano, poteva dissuadere una moltitudine ancora più grande di Germani dal passare il Reno, e poteva difendere tutta la Gallia dall'ingiustizia di Ariovisto.