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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 30
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Conclusa la guerra degli Elvezi, gli ambasciatori di quasi tutta la Gallia, i capi delle città, si riunirono presso Cesare per congratularsi: capivano che, sebbene egli avesse chiesto conto con la guerra alle antiche offese degli Elvezi contro il popolo romano, tuttavia quella cosa era accaduta non meno nell'interesse della terra di Gallia che del popolo romano, perciò gli Elvezi avevano abbandonato le loro case, pur essendo in condizioni floridissime, con questo proposito: portare guerra a tutta la Gallia e impadronirsi del potere, e scegliersi tra tanta abbondanza un luogo per stabilirsi che avessero giudicato il più adatto e il più fertile di tutta la Gallia, e tenere le altre città come tributarie. Chiesero che fosse loro permesso convocare, con il consenso di Cesare, un'assemblea di tutta la Gallia per un giorno stabilito: dissero di avere alcune questioni che volevano chiedergli con il comune accordo. Concessa questa cosa, stabilirono un giorno per l'assemblea e si impegnarono tra loro con un giuramento a non rivelare nulla, se non a coloro ai quali fosse stato affidato per decisione comune.
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