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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 29
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Nell'accampamento degli Elvezi furono trovate tavolette scritte in caratteri greci e portate a Cesare, nelle quali era registrato nominalmente il conto di quanti fossero usciti di casa in grado di portare le armi, e allo stesso modo separatamente quanti fossero i fanciulli, i vecchi e le donne. Il totale di tutte queste teste era di duecentosessantatremila Elvezi, trentaseimila Tulingi, quattordicimila Latobrigi, ventitremila Rauraci, trentaduemila Boi; di questi, quelli in grado di portare le armi erano circa novantaduemila. Il totale di tutti fu di circa trecentosessantottomila. Di coloro che tornarono a casa, fatto il censimento come Cesare aveva ordinato, si trovò che il numero era di centodiecimila.
In castris Helvetiorum tabulae repertae sunt litteris Graecis confectae et ad Caesarem relatae, quibus in tabulis nominatim ratio confecta erat, qui numerus domo exisset eorum qui arma ferre possent, et item separatim, quot pueri, senes mulieresque. [Quarum omnium rerum] summa erat capitum Helvetiorum milium CCLXIII, Tulingorum milium XXXVI, Latobrigorum XIIII, Rauracorum XXIII, Boiorum XXXII; ex his qui arma ferre possent ad milia nonaginta duo. Summa omnium fuerunt ad milia CCCLXVIII. Eorum qui domum redierunt censu habito, ut Caesar imperaverat, repertus est numerus milium C et X.
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