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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro I, capitolo 45
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Cesare disse molte cose in questo senso, per spiegare perché non potesse abbandonare l'impresa: né la propria abitudine né quella del popolo romano tollerava che abbandonasse alleati così meritevoli, né lui riteneva che la Gallia appartenesse più ad Ariovisto che al popolo romano. Gli Arverni e i Rutili erano stati sconfitti in guerra da Quinto Fabio Massimo, e tuttavia il popolo romano li aveva perdonati, non li aveva ridotti a provincia né aveva imposto loro un tributo. E se si doveva guardare al tempo più antico, il dominio più giusto sulla Gallia era quello del popolo romano; se si doveva rispettare il giudizio del senato, la Gallia doveva essere libera, poiché, pur vinta in guerra, il senato aveva voluto che vivesse secondo le proprie leggi.
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