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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro II, capitolo 21
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Cesare, impartiti gli ordini necessari, corse a incoraggiare i soldati verso la parte che la sorte gli offrì, e giunse alla decima legione. Esortò i soldati con un discorso non più lungo di quanto bastasse perché conservassero il ricordo del loro antico valore e non si turbassero d'animo, e resistessero con forza all'assalto dei nemici, poiché i nemici non distavano più lontano di quanto un dardo potesse essere scagliato, e diede il segnale di attaccare battaglia. E, recatosi allo stesso modo verso l'altra ala per esortare, raggiunse i combattenti. Tanta fu la scarsità di tempo, e così pronto l'animo dei nemici a combattere, che mancò il tempo non solo per sistemare le insegne, ma anche per indossare gli elmi e togliere le coperture dagli scudi. Ciascuno si fermò dalla parte del lavoro in cui il caso lo aveva portato e presso le prime insegne che scorse, per non perdere tempo prezioso di combattimento nel cercare i propri commilitoni.
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