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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro III, capitolo 1
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Mentre Cesare partiva per l'Italia, mandò Servio Galba con la dodicesima legione e parte della cavalleria contro i Nantuati, i Veragri e i Seduni, i quali si estendono dai confini degli Allobrogi, dal lago Lemano e dal fiume Rodano fino alle sommità delle Alpi. Il motivo dell'invio fu che voleva aprire la strada attraverso le Alpi, per la quale i mercanti erano soliti passare con grande pericolo e con pesanti dazi. Gli concesse, se lo avesse ritenuto necessario, di collocare in quei luoghi la legione per svernare. Galba, dopo aver combattuto con successo alcune battaglie e aver espugnato parecchie delle loro fortezze, dopo che da ogni parte gli erano stati inviati ambasciatori, erano stati dati ostaggi e fatta la pace, decise di collocare due coorti presso i Nantuati e di svernare egli stesso con le rimanenti coorti di quella legione nel villaggio dei Veragri chiamato Ottoduro; questo villaggio, posto in una valle non grande con una piccola pianura annessa, è circondato da ogni parte da montagne altissime. Poiché questo era diviso in due parti dal fiume, concesse ai Galli una parte del villaggio per svernare, e assegnò alle coorti l'altra, lasciata libera da loro. Fortificò quel luogo con un vallo e un fossato.
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