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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro III, capitolo 2
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Essendo trascorsi parecchi giorni degli inverni e avendo ordinato di trasportare lì il grano, fu improvvisamente informato dagli esploratori che, da quella parte del villaggio che aveva concesso ai Galli, tutti se n'erano andati di notte e che i monti sovrastanti erano occupati da una grandissima moltitudine di Seduni e Veragri. Ciò era accaduto per parecchie ragioni, tanto che i Galli concepirono improvvisamente il piano di riprendere la guerra e di annientare la legione: in primo luogo, perché disprezzavano la legione a causa della scarsità di uomini, non essendo essa al completo, tolte due coorti, e mancando parecchi soldati mandati singolarmente in cerca di rifornimenti; poi anche perché, a causa della sfavorevole posizione del luogo, pensavano di non poter reggere nemmeno il primo assalto, dato che essi stessi correvano giù dai monti nella valle scagliando i dardi. Si aggiungeva che si dolevano dei loro figli sottratti a loro come ostaggi, e avevano la convinzione che i Romani cercassero di occupare le cime delle Alpi non solo per il passaggio ma anche per un possesso perpetuo, e di annettere quei luoghi alla provincia confinante.
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