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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro III, capitolo 29
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Nei giorni seguenti Cesare cominciò a tagliare le foreste, e perché nessun attacco potesse essere sferrato di fianco contro i soldati inermi e incauti, disponeva tutto il legname tagliato rivolto verso il nemico e lo accatastava come un vallo su entrambi i lati. Portato a termine con incredibile rapidità un ampio spazio in pochi giorni, mentre ormai il bestiame e le ultime salmerie erano tenuti dai nostri, ed essi stessi cercavano rifugio nelle foreste più fitte, sopraggiunsero tali tempeste che il lavoro dovette per forza essere interrotto e, per il continuo susseguirsi delle piogge, i soldati non poterono restare più a lungo sotto le tende. Perciò, devastati tutti i loro campi, e bruciati i villaggi e gli edifici, Cesare ricondusse l'esercito e lo sistemò negli accampamenti d'inverno tra gli Aulerci e i Lessovi, e allo stesso modo tra le altre popolazioni che avevano fatto guerra da poco.
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