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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro V, capitolo 26
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Circa quindici giorni dopo l'arrivo agli accampamenti invernali, scoppiò un'improvvisa rivolta e defezione a opera di Ambiorige e Catuvolco; essi, dato che erano stati presenti sul confine del loro regno per Sabino e per Cotta e avevano portato il grano negli accampamenti invernali, spinti dai messaggi del treviro Indutiomaro sollevarono i propri uomini e, sopraffatti d'un tratto i boscaioli, giunsero con una grande schiera ad assalire l'accampamento. Poiché i nostri presero rapidamente le armi e salirono sul vallo e, mandati da una parte i cavalieri ispani, risultarono superiori nello scontro di cavalleria, i nemici, disperando ormai della situazione, ritirarono i loro dall'assalto. Allora, secondo il loro costume, gridarono che qualcuno dei nostri si presentasse a un colloquio: dicevano di avere cose da esporre sull'interesse comune, con le quali speravano di poter attenuare i contrasti.
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