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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VI, capitolo 1
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Per molte ragioni Cesare, aspettandosi un sommovimento più grave della Gallia, decise di far tenere una leva per mezzo dei legati Marco Silano, Gaio Antistio Regino e Tito Sestio; allo stesso tempo chiese al proconsole Gneo Pompeo, poiché egli stesso restava presso Roma con l'imperio per motivi di stato, che ordinasse a quelli che aveva arruolato nella Gallia Cisalpina col giuramento militare al console di radunarsi alle insegne e di partire per raggiungerlo, ritenendo importante, anche per il futuro, riguardo alla reputazione della Gallia, che le risorse dell'Italia apparissero così grandi che, se si fosse subito qualche danno in guerra, non solo lo si potesse riparare in breve tempo, ma anche accrescerlo con truppe maggiori. Poiché Pompeo concesse questo sia allo stato sia all'amicizia, con una leva condotta rapidamente per mezzo dei suoi, allestite e portate tre legioni prima della fine dell'inverno e raddoppiato il numero delle coorti di quelle che aveva perso con Quinto Titurio, dimostrò con la rapidità e con le truppe che cosa potessero la disciplina e le risorse del popolo romano.
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