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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 12
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Vercingetorige, appena seppe dell'arrivo di Cesare, desistette dall'assedio e si mosse incontro a Cesare. Egli aveva stabilito di assediare Noviodunum, città dei Biturigi posta sulla via. Là, essendo giunti a lui dalla città degli ambasciatori a supplicarlo di perdonarli e aver riguardo per la loro vita, come con la rapidità aveva portato a termine il resto delle imprese, con cui aveva ottenuto la maggior parte dei successi, ordina che siano consegnate le armi, condotti fuori i cavalli, dati gli ostaggi. Consegnata già parte degli ostaggi, mentre si sistemava il resto, fatti entrare centurioni e pochi soldati per raccogliere armi e bestiame, si vide da lontano la cavalleria nemica, che precedeva la colonna di Vercingetorige. Non appena gli abitanti della città la scorsero e concepirono speranza d'aiuto, levato un grido, iniziarono a prendere le armi, a chiudere le porte, a occupare le mura. I centurioni nella città, quando dai segni dei Galli compresero che si tramava qualcosa di nuovo contro di loro, sguainate le spade occuparono le porte e ricondussero tutti i loro uomini incolumi.
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