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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 35
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Poiché entrambi gli eserciti erano usciti dalle due parti, ponevano il campo di fronte l'uno all'altro e quasi sulla stessa linea, con le sentinelle disposte, perché in nessun luogo, costruito un ponte, i Romani potessero far passare le truppe. Cesare si trovava in grande difficoltà, per timore di essere ostacolato dal fiume per la maggior parte dell'estate, poiché l'Elaver di solito non si può guadare prima dell'autunno. Perciò, perché ciò non accadesse, posto il campo in un luogo boscoso, di fronte a uno di quei ponti che Vercingetorige aveva fatto distruggere, il giorno dopo rimase nascosto con due legioni; Mandò le restanti truppe con tutti i bagagli, come era solito fare, con alcune coorti lasciate scoperte, in modo che sembrasse che il numero delle legioni restasse invariato. Dato ordine a queste truppe di allontanarsi il più lontano possibile, quando calcolò dal momento del giorno che erano giunte all'accampamento, con le stesse palafitte, la cui parte inferiore restava intatta, cominciò a ricostruire il ponte. Rapidamente, completato il lavoro e fatte passare le legioni e scelto un luogo adatto per il campo, richiamò le restanti truppe. Vercingetorige, saputa la cosa, per non essere costretto a combattere contro la propria volontà, lo precedette con marce forzate.
Cum uterque utrimque exisset exercitus, in conspectu fereque e regione castris castra ponebant dispositis exploratoribus, necubi effecto ponte Romani copias traducerent. Erat in magnis Caesaris difficultatibus res, ne maiorem aestatis partem flumine impediretur, quod non fere ante autumnum Elaver vado transiri solet. Itaque, ne id accideret, silvestri loco castris positis e regione unius eorum pontium, quos Vercingetorix rescindendos curaverat, postero die cum duabus legionibus in occulto restitit; reliquas copias cum omnibus impedimentis, ut consueverat, misit, apertis quibusdam cohortibus, uti numerus legionum constare videretur. His quam longissime possent egredi iussis, eum iam ex diei tempore coniecturam ceperat in castra perventum, isdem sublicis, quarum pars inferior integra remanebat, pontem reficere coepit. Celeriter effecto opere legionibusque traductis et loco castris idoneo delecto reliquas copias revocavit. Vercingetorix re cognita, ne contra suam voluntatem dimicare cogeretur, magnis itineribus antecessit.
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