Caricamento…
Caricamento…
latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VII, capitolo 37
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Mentre questi fatti si svolgevano a Gergovia, Convictolitave l'Eduo, a cui, abbiamo mostrato, Cesare aveva assegnato la magistratura, sobillato con denaro dagli Arverni, si mette a colloquio con alcuni giovani; Fra questi il capo era Litavicco, insieme ai suoi fratelli, giovani nati da una famiglia potentissima. Condivide con loro il premio e li esorta a ricordare di essere uomini liberi e nati per comandare. Quella degli Edui, dice, è l'unica nazione che tenga in mano la vittoria ormai certissima della Gallia; dalla sua autorità sono tenute unite tutte le altre; se essa passasse dall'altra parte, i Romani non avrebbero più un luogo dove restare in Gallia. Ammette di aver ricevuto qualche favore da Cesare, ma solo nella misura in cui presso di lui aveva ottenuto una causa giustissima; ma dà più peso alla libertà comune. Perché mai, del resto, dovrebbero gli Edui andare da Cesare come arbitro del proprio diritto e delle proprie leggi, piuttosto che i Romani venire dagli Edui? Rapidamente convinti i giovani dal discorso del magistrato e dal denaro, mentre dichiaravano che sarebbero stati loro stessi a capo di quel piano, si cercava il modo di realizzarlo, perché non erano certi che la nazione si potesse indurre alla leggera a intraprendere la guerra. Si decise che Litavicco fosse messo a capo dei diecimila uomini che dovevano essere inviati a Cesare per la guerra e che si occupasse di guidarli, mentre i suoi fratelli corressero avanti da Cesare. Stabiliscono con quale metodo condurre il resto.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.