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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 47
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Lì viene a sapere che Commio l'Atrebate aveva combattuto in battaglia con la propria cavalleria. Infatti, quando Antonio era giunto negli accampamenti invernali e la città degli Atrebati si comportava lealmente, Commio, che dopo quella ferita, che ho ricordato sopra, era sempre stato pronto per ogni sommossa a favore dei suoi concittadini, affinché a chi cercava di fare la guerra non mancasse un capo e una guida per le armi, pur essendo sottomessa ai Romani la sua città, con i suoi cavalieri manteneva se stesso e i suoi con razzie, e con incursioni ostili intercettava numerosi convogli che venivano portati agli accampamenti invernali dei Romani.
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