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latino · Cesare · opera integrale
Cesare · De bello Gallico, libro VIII, capitolo 49
Traduzione a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Il libro VIII non è di Cesare: lo scrisse il suo luogotenente Aulo Irzio per completare il racconto della campagna gallica fino allo scoppio della guerra civile.
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Mentre svernava nel Belgio, Cesare aveva un solo proposito: mantenere le città nell'amicizia, non dare a nessuno speranza o motivo di ribellarsi. Non voleva infatti nulla meno che vedersi imposta, proprio mentre stava per lasciare la Gallia, la necessità di condurre una guerra, perché, quando si fosse accinto a ritirare l'esercito, non restasse in piedi qualche conflitto che tutta la Gallia avrebbe volentieri intrapreso senza pericolo immediato. Perciò, rivolgendosi alle città con onore, colmando i capi di grandissimi doni, non imponendo alcun peso, mantenne facilmente in pace la Gallia, sfiancata da tante battaglie sfavorevoli, con condizioni di sudditanza migliori.
Caesar in Belgio cum hiemaret, unum illud propositum habebat, continere in amicitia civitates, nulli spem aut causam dare armorum. Nihil enim minus volebat quam sub decessu suo necessitatem sibi aliquam imponi belli gerendi, ne, cum exercitum deducturus esset, bellum aliquod relinqueretur quod omnis Gallia libenter sine praesenti periculo susciperet. Itaque honorifice civitates appellando, principes maximis praemiis adficiendo, nulla onera iniungendo defessam tot adversis proeliis Galliam condicione parendi meliore facile in pace continuit.
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