Participio congiunto causale
Κατιδων γουν το τε ναστον αυτων υψος και το μεγεθος εκαστης πετρας την τε ακριβειαν της αρμονιας, και οσοι μεν ευρος ηλικοι δε ησαν την αναστασιν, «Συν θεω γε επολεμησαμεν», εφη, «και θεος ην ο τωνδε των ερυματων Ιουδαιους καθελων, επει χειρες ανθρωπον η μηχαναι τι προς τουτους τους πυργους δυνανται;».
Vedendo dunque la loro compatta altezza, la grandezza di ciascun blocco, la precisione del connubio delle pietre, e quanto fossero ampie e quanto alte nella loro elevazione, disse: «Abbiamo davvero combattuto con l'aiuto di un dio, e un dio è stato colui che ha scacciato i Giudei da queste fortezze, poiché che cosa possono mani umane o macchine contro queste torri?»
Κατιδων vale «Vedendo». Il participio κατιδων, concordato con Tito, esprime la causa dell'esclamazione che segue: vedendo la solidità delle torri, Tito ne trae la conclusione.
