1I nostro comes, i, libelle, FlavoVa', compagno del nostro Flavo, va', libretto,
longum per mare, sed faventis undae,per il lungo mare, ma con l'onda propizia,
et cursu facili tuisque ventise con rotta facile e venti a te favorevoli
Hispanae pete Tarraconis arces:dirigiti verso le rocche della spagnola Tarragona:
5illinc te rota tollet et citatusDi là una ruota ti solleverà e, veloce, vedrai forse in un calesse,
altam Bilbilin et tuum Salonemal quinto giorno, l'alta Bilbili e il tuo
quinto forsitan essedo videbis.Salone.
Quid mandem tibi quaeris?Ut sodalesChiedi cosa ti raccomandi? Di salutare,
paucos, sed veteres et ante brumassubito, appena arrivato, pochi amici ma vecchi,
10triginta mihi quattuorque visosconosciuti da me trentaquattro
ipsa protinus a via salutesinverni fa,
et nostrum admoneas subinde Flavum,e di ricordare di tanto in tanto al nostro Flavo
iucundos mihi nec laboriososche si procuri,
secessus pretio paret salubri,a un prezzo salutare, dei rifugi piacevoli
15qui pigrum faciant tuum parentem.per me e non faticosi, che rendano pigro tuo padre.
Haec sunt.Iam tumidus vocat magisterQuesto è tutto. Ormai il capitano gonfio d'impazienza chiama
castigatque moras, et aura portume rimprovera gli indugi, e un vento
laxavit melior:vale, libelle:più favorevole ha liberato il porto: Addio, libretto:
navem, scis, puto, non moratur unus.la nave, lo sai, credo, non aspetta un solo passeggero.