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latino · Sallustio
Sallustio · Bellum catilinae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Sallustio nel Bellum catilinae conclude la sua denuncia della corruzione morale descrivendo gli eccessi di lusso: costruzioni monumentali, banchetti sfrenati e dissolutezza sessuale. Quando questi vizi esauriscono i patrimoni, la gioventù corrotta si abbandona al crimine.
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Infatti perché ricorderei quelle cose, che a nessuno sarebbero credibili se non a chi le vide: da privati cittadini furono distrutti monti, mari furono lastricati? Queste ricchezze sembravano a me fossero un gioco: difatti, ciò che era lecito avere onestamente, si affrettavano ad abusarne per malvagità. Ma il desiderio di libidine, di banchetti e degli altri piaceri non era meno grande: uomini subivano cose da donne, donne esibivano la loro castità apertamente; per mangiare ricercavano ogni cosa da terra e da mare; dormivano prima che venisse la voglia di dormire; non aspettavano né fame né sete, né freddo né stanchezza, ma anticipavano tutto col lusso. Questi costumi, quando i beni di famiglia vennero a mancare, incitavano la gioventù al crimine: l'animo intriso di arti malvagie non poteva facilmente astenersi dalle voglie; perciò tanto più completamente era dedito al guadagno e alla spesa in ogni modo.
Nam quid ea memorem, quae nisi iis, qui videre, nemini credibilia sunt: a privatis compluribus subvorsos montis, maria constrata esse? Quibus mihi videntur ludibrio fuisse divitiae: quippe, quas honeste habere licebat, abuti per turpitudinem properabant. Sed lubido stupri, ganeae ceterique cultus non minor incesserat: viri muliebria pati, mulieres pudicitiam in propatulo habere; vescendi causa terra marique omnia exquirere; dormire prius, quam somni cupido esset; non famem aut sitim, neque frigus neque lassitudinem opperiri, sed omnia luxu antecapere. Haec iuventutem, ubi familiares opes defecerant, ad facinora incendebant: animus inbutus malis artibus haud facile lubidinibus carebat; eo profusius omnibus modis quaestui atque sumptui deditus erat.
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I 84 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Infatti perché ricorderei quelle cose, che a nessuno sarebbero credibili se non a chi le vide: da privati cittadini furono distrutti monti, mari furono lastricati? È l'inizio della versione di Sallustio, Bellum catilinae.
Nel Bellum catilinae, Sallustio mostra che il lusso sfrenato, banchetti, libidine, costruzioni monumentali, corrompeva gli animi degli uomini; quando i patrimoni si esaurivano, gli animi già intrisi di vizi non potevano astenersi dal crimine e dal rapimento.
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