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latino · Sallustio
Sallustio · Bellum catilinae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Sallustio, storico romano, nel Bellum catilinae narra la congiura ordita da Catilina contro la repubblica nel 63 a.C. Il brano spiega come il malcontento popolare e il risentimento dei pochi potenti prepararono il terreno per il complotto.
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Ma dopo che Gneo Pompeo fu inviato alla guerra marittima e contro Mitridate, le risorse della plebe si ridussero, mentre il potere di pochi crebbe. Costoro tenevano magistrature e province e tutto il resto; essi stessi, impuniti e prosperosi, vivevano senza timore e terrorizzavano gli altri con i processi, affinché governassero la plebe più dolcemente nei magistrati. Ma quando si presentò la prima occasione di novità in circostanze incerte, l'antico conflitto eccitò i loro animi. Se al primo scontro Catilina fosse stato vincitore o se la battaglia fosse andata in parità, certamente una grande disfatta e calamità avrebbe schiacciato la repubblica; né a coloro che avessero ottenuto la vittoria sarebbe stato lecito goderla a lungo, senza che qualcuno più potente la strappasse a quegli esausti e dissanguati, insieme all'impero e alla libertà. Furono tuttavia molti, fuori dalla congiura, che all'inizio si mossero verso Catilina. Tra loro era Fulvio, figlio di un senatore, che il padre fece ricondurre dal viaggio e ordinò di uccidere.
Sed postquam Cn. Pompeius ad bellum maritumum atque Mithridaticum missus est, plebis opes inminutae, paucorum potentia crevit. Ei magistratus provincias aliaque omnia tenere; ipsi innoxii, florentes, sine metu aetatem agere ceterosque iudiciis terrere, quo plebem in magistratu placidius tractarent. Sed ubi primum dubiis rebus novandi spes oblata est, vetus certamen animos eorum adrexit. Quod si primo proelio Catilina superior aut aequa manu discessisset, profecto magna clades atque calamitas rem publicam oppressisset; neque illis, qui victoriam adepti forent, diutius ea uti licuisset, quin defessis et exsanguibus, qui plus posset, imperium atque libertatem extorqueret. Fuere tamen extra coniurationem complures, qui ad Catilinam initio profecti sunt. In iis erat Fulvius, senatoris filius, quem retractum ex itinere parens necari iussit.
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I 93 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Ma dopo che Gneo Pompeo fu inviato alla guerra marittima e contro Mitridate, le risorse della plebe si ridussero, mentre il potere di pochi crebbe. È l'inizio della versione di Sallustio, Bellum catilinae.
In Sallustio, il pericolo stava nel fatto che, se Catilina avesse vinto il primo scontro, una fazione avrebbe schiacciato la repubblica e poi qualcun altro più forte avrebbe strappato il potere ai vincitori, creando caos e tirannia.
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