Caricamento…
Caricamento…
latino · Sallustio
Sallustio · Bellum catilinae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Sallustio riflette sulla grandezza di Roma e sui due uomini più straordinari che ha conosciuto: Marco Catone e Gaio Cesare. L'autore decide di descrivere i caratteri e le virtù opposte di questi due personaggi per mostrare come la virtù individuale abbia fondato la potenza romana. La corruzione del lusso e dell'ozio ha poi privato Roma di grandi uomini, finché non riapparvero questi due straordinari.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Dopo che Catone si sedette, tutti i consoli e gran parte del senato lodano la sua sentenza, portano la virtù del suo animo al cielo, alcuni rinfacciando agli altri di essere paurosi. Catone diventa illustre e grande; passa il decreto del senato come lui aveva proposto. Ma a me, che ho letto molte cose e ascoltato molte, che il popolo romano ha compiuto gloriose imprese in patria e in guerra, per mare e per terra, è capitato per caso di voler considerare quale cosa soprattutto avesse sostenuto affari così grandi. Sapevo che spesso con piccolo numero aveva conteso contro grandi legioni nemiche; avevo imparato che con piccoli eserciti erano state combattute guerre contro re ricchi, e inoltre spesso aveva subito la violenza della fortuna, la facondia era stata dei Greci, la gloria della guerra dei Galli prima dei Romani. E mentre io agitavo molte cose in mente, mi era evidente che la straordinaria virtù di pochi cittadini aveva compiuto tutto, e da questo avvenne che la ricchezza superasse la povertà, il piccolo numero la moltitudine. Ma dopo che la città fu corrotta dal lusso e dall'ozio, di nuovo la repubblica con la sua grandezza sosteneva i vizi degli imperatori e dei magistrati e, come da un genitore improduttivo, per molte stagioni nessuno veramente a Roma fu grande per virtù. Ma nella mia memoria uomini due vi furono di grande virtù, di caratteri diversi, Marco Catone e Gaio Cesare. Poiché le circostanze li hanno presentati, non fu consiglio passare sotto silenzio, ma di rivelare la natura e il carattere di entrambi, per quanto posso con il mio ingegno.
Postquam Cato adsedit, consulares omnes itemque senatus magna pars sententiam eius laudant, virtutem animi ad caelum ferunt, alii alios increpantes timidos vocant. Cato clarus atque magnus habetur; senati decretum fit, sicuti ille censuerat. Sed mihi multa legenti, multa audienti, quae populus Romanus domi militiaeque, mari atque terra praeclara facinora fecit, forte lubuit attendere, quae res maxume tanta negotia sustinuisset. Sciebam saepenumero parva manu cum magnis legionibus hostium contendisse; cognoveram parvis copiis bella gesta cum opulentis regibus, ad hoc saepe fortunae violentiam toleravisse, facundia Graecos, gloria belli Gallos ante Romanos fuisse. Ac mihi multa agitanti constabat paucorum civium egregiam virtutem cuncta patravisse eoque factum uti divitas paupertas, multitudinem paucitas superaret. Sed postquam luxu atque desidia civitas corrupta est, rursus res publica magnitudine sua imperatorum atque magistratuum vitia sustentabat ac, sicuti effeta parente, multis tempestatibus haud sane quisquam Romae virtute magnus fuit. Sed memoria mea ingenti virtute, divorsis moribus fuere viri duo, M. Cato et C. Caesar. Quos quoniam res obtulerat, silentio praeterire non fuit consilium, quin utriusque naturam et mores, quantum ingenio possum, aperirem.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 133 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Dopo che Catone si sedette, tutti i consoli e gran parte del senato lodano la sua sentenza, portano la virtù del suo animo al cielo, alcuni rinfacciando agli altri di essere paurosi. È l'inizio della versione di Sallustio, Bellum catilinae.
Sallustio nella Congiura di Catilina spiega che le circostanze gli hanno presentato questi due uomini di straordinaria virtù e caratteri opposti, e decide di rivelarli per mostrare quale virtù individuale abbia sostenuto la grandezza di Roma.
Altri passi di Sallustio già tradotti e analizzati.