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latino · Sallustio
Sallustio · Bellum iugurthinum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Nel Bellum iugurthinum, Sallustio elogia la sapienza di Metello nel ristabilire la disciplina militare mediante editti rigidi, controlli costanti e una severità temprata dalla moderazione. Il comandante trasforma in poco tempo un esercito corrotto in una forza efficiente.
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Ma in quella difficoltà Metello lo conobbi non meno grande e saggio nella gestione dei problemi interni che nella condotta dei conflitti con i nemici: tanto era misurato nella temperanza tra l'ambizione e la severità. Infatti dapprima con un editto eliminò gli aiuti alla pigrizia: che nessuno negli accampamenti vendesse pane o qualunque altro cibo cotto, che i vivandieri non seguissero l'esercito, che il soldato non avesse schiavo o bestia da soma negli accampamenti né durante la marcia; per il resto stabilì una misura secondo le regole. Inoltre spostava gli accampamenti ogni giorno per strade trasversali, fortificava il campo proprio come se i nemici fossero presenti, con trincea e palizzata, disponeva posti di guardia frequenti e li controllava personalmente insieme ai legati; inoltre durante la marcia talora era in prima fila, talora in retroguardia, spesso in mezzo, affinché nessuno uscisse dall'ordine, e affinché i soldati marciassero compatti con gli stendardi e portassero il cibo e le armi. Così proibendo i delitti più che punendoli, consolidò in breve tempo l'esercito.
Sed in ea difficultate Metellum nec minus quam in rebus hostilibus magnum et sapientem virum fuisse comperior: tanta temperantia inter ambitionem saevitiamque moderatum. Namque edicto primum adiumenta ignaviae sustulisse: ne quisquam in castris panem aut quem alium cibum coctum venderet, ne lixae exercitum insequerentur, ne miles hastatus aut gregarius in castris neue in agmine seruum aut iumentum haberet; ceteris arte modum statuisse. Praeterea transuersis itineribus cottidie castra movere, iuxta ac si hostes adessent vallo atque fossa munire, vigilias crebras ponere et eas ipse cum legatis circumire; item in agmine in primis modo, modo [in] postremis, saepe in medio adesse, ne quispiam ordine egrederetur, ut cum signis frequentes incederent, miles cibum et arma portaret. Ita prohibendo a delictis magis quam vindicando exercitum brevi confirmauit.
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Ma in quella difficoltà Metello lo conobbi non meno grande e saggio nella gestione dei problemi interni che nella condotta dei conflitti con i nemici: tanto era misurato nella temperanza tra l'ambizione e la severità. È l'inizio della versione di Sallustio, Bellum iugurthinum.
Nel Bellum iugurthinum, Sallustio sottolinea come Metello bilancia il rigore (necessario per la disciplina) con la moderazione, evitando una crudeltà disumana e dimostrando che la vera virtus militare risiede nell'ordine, non nella tirannia.
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