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latino · Sallustio
Sallustio · Bellum iugurthinum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Nel Bellum iugurthinum Sallustio descrive come il re numida Giugurta, dopo aver capito che Metello stava realmente conducendo la guerra, decide di combattere e si posiziona strategicamente in una zona montuosa della Numidia, preparando un'imboscata lungo il percorso romano.
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Quando Giugurta confrontò le parole di Metello con i fatti e comprese che stava per essere provato con i suoi stratagemmi, poiché gli veniva annunziata la pace con le parole ma in realtà stava conducendo una guerra durissima, vedendo una città importante alienata da sé, un territorio noto ai nemici, i sentimenti dei suoi cittadini tentati, fu costretto dalla necessità a decidere di combattere con le armi. Pertanto, dopo aver riconosciuto il percorso dei nemici e spinto dalla speranza della vittoria per la convenienza del luogo, prepara quante più forze può di ogni genere e con sentieri nascosti precede l'esercito di Metello. Nella parte della Numidia che Aderbaie aveva posseduto nella divisione c'era un fiume che nasceva dal meridione di nome Muthul, distante da esso circa venti miglia per uno spazio uguale, vasto per natura e per la mancanza di cultura umana. Ma da quello scaturiva come una collina che si estendeva all'infinito, vestita di ulivo e di mirto e di altri generi di alberi, che nascono in terra secca e sabbiosa. Ma la pianura nel mezzo era deserta per la mancanza d'acqua tranne i luoghi vicini al fiume; questi erano pieni di arbusti e frequentati da bestiame e da coltivatori.
Iugurtha ubi Metelli dicta cum factis composuit ac se suis artibus temptari animaduertit, quippe cui verbis pax nuntiabatur, ceterum re bellum asperrimum erat, urbs maxima alienata, ager hostibus cognitus, animi popularium temptati, coactus rerum necessitudine statuit armis certare. Igitur explorato hostium itinere, in spem victoriae adductus ex opportunitate loci, quam maximas potest copias omnium generum parat ac per tramites occultos exercitum Metelli anteuenit. Erat in ea parte Numidiae, quam Adherbal in divisione possederat, flumen oriens a meridie nomine Muthul, a quo aberat mons ferme milia viginti tractu pari, vastus ab natura et humano cultu. Sed ex eo medio quasi collis oriebatur, in immensum pertingens, uestitus oleastro ac murtetis aliisque generibus arborum, quae humi arido atque harenoso gignuntur. media autem planities deserta penuria aquae praeter flumini propinqua loca; ea consita arbustis pecore atque cultoribus frequentabantur.
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I 112 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Quando Giugurta confrontò le parole di Metello con i fatti e comprese che stava per essere provato con i suoi stratagemmi, poiché gli veniva annunziata la pace con le parole ma in realtà stava conducendo una guerra durissima, vedendo una città importante alienata da sé, un territorio noto ai nemici, i sentimenti dei suoi cittadini tentati, fu costretto dalla necessità a decidere di combattere con le armi. È l'inizio della versione di Sallustio, Bellum iugurthinum.
In Sallustio, Giugurta si rende conto che le parole di pace di Metello sono solo una tattica: mentre il console gli promette accordi, in realtà sta conducendo una guerra seria e sta conquistando il territorio, per cui Giugurta è costretto a scegliere di combattere.
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