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greco · Senofonte
Senofonte · Anabasi
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Senofonte (circa 430-354 a.C.), storico e soldato ateniese allievo di Socrate, racconta nell'Anabasi la spedizione di Ciro il Giovane contro il fratello, il re persiano Artaserse II, alla quale partecipò come mercenario greco. In questo passo del primo libro Ciro comincia a radunare le truppe, greche e barbare, dietro il pretesto di voler colpire i Pisidi, per mascherare le reali intenzioni della spedizione contro il trono persiano.
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Quando poi gli sembrò che fosse ormai tempo di avanzare verso l'interno, si diede come pretesto di voler scacciare completamente i Pisidi dal loro territorio; e raduna contro di loro sia l'esercito barbaro sia quello greco. Qui ordina sia a Clearco di venire prendendo tutte le truppe che aveva, sia ad Aristippo, dopo essersi riconciliato con quelli di casa, di mandargli le truppe che aveva; e ordina a Senia l'Arcade, che per lui era a capo delle truppe mercenarie nelle città, di venire prendendo gli altri, eccetto quanti erano sufficienti a presidiare le acropoli.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
ἐδόκει ἤδη πορεύεσθαι αὐτῷ ἄνω
→ gli sembrò che fosse ormai tempo di avanzare verso l'interno
Il verbo impersonale 'ἐδόκει' (sembrò) regge un'infinitiva (πορεύεσθαι) che funge da soggetto. Il dativo 'αὐτῷ' indica la persona a cui 'sembra'.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ὡς Πισίδας βουλόμενος ἐκβαλεῖν παντάπασιν ἐκ τῆς χώρας
→ di voler scacciare completamente i Pisidi dal loro territorio
Il participio 'βουλόμενος' (volendo) è congiunto al soggetto sottinteso della principale e introdotto da 'ὡς', che gli conferisce un valore di finalità o causa soggettiva ('con il pretesto di voler', 'come se volesse').
Compare nel periodo 1.
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τὴν μὲν πρόφασιν ἐποιεῖτο
→ si diede come pretesto
La particella 'μέν' introduce il primo membro di una correlazione, spesso seguita da 'δέ' nel secondo membro. Qui 'δέ' è implicito o sottinteso, indicando una contrapposizione o una continuazione.
Compare nel periodo 1.
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τό τε βαρβαρικὸν καὶ τὸ Ἑλληνικόν
→ sia l'esercito barbaro sia quello greco
La correlazione τε...καὶ significa 'sia...sia' e serve a coordinare due elementi, in questo caso i due soggetti 'l'esercito barbaro' e 'quello greco'.
Compare nel periodo 2.
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ὡς ἐπὶ τούτους
→ contro di loro
La preposizione ἐπὶ con l'accusativo indica moto a luogo o ostilità ('contro'). L'avverbio ὡς rafforza il significato della preposizione, accentuando la direzione o l'intento ostile.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
τὸ βαρβαρικὸν
→ l'esercito barbaro
L'aggettivo neutro singolare βαρβαρικὸν, preceduto dall'articolo determinativo τό, è usato come sostantivo, sottintendendo un nome come 'στράτευμα' (esercito).
Compare nel periodo 2 · 2 volte in questo passo.
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τῷ τε Κλεάρχῳ [...] καὶ τῷ Ἀριστίππῳ
→ sia a Clearco [...] sia ad Aristippo
La congiunzione correlativa 'τε...καὶ' (sia...sia) serve a coordinare due elementi, in questo caso i due destinatari dell'ordine, Clearco e Aristippo, entrambi al dativo.
Compare nel periodo 3.
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λαβόντι
→ prendendo
Il participio 'λαβόντι' è un participio congiunto che si riferisce a 'Κλεάρχῳ'. Esprime un'azione accessoria (prendendo) rispetto all'azione principale dell'infinito (venire).
Compare nel periodo 3 · 3 volte in questo passo.
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λαβόντι ἥκειν ὅσον ἦν αὐτῷ στράτευμα
→ di venire prendendo tutte le truppe che aveva
L'infinito 'ἥκειν' forma un'infinitiva oggettiva che dipende dal verbo 'παραγγέλλει'. Esprime il contenuto dell'ordine dato a Clearco.
Compare nel periodo 3 · 3 volte in questo passo.
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ἦν αὐτῷ στράτευμα
→ aveva truppe
La costruzione 'εἰμί' (ἦν) + dativo (αὐτῷ) + nominativo (στράτευμα) esprime possesso, traducibile con 'aveva' o 'c'era a lui'.
Compare nel periodo 3.
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τοὺς οἴκοι
→ quelli di casa
L'articolo 'τοὺς' è sostantivato e, unito all'avverbio 'οἴκοι', significa 'quelli di casa', indicando le persone della famiglia o della patria.
Compare nel periodo 3.
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ἱκανοὶ ἦσαν ... φυλάττειν
→ erano sufficienti a presidiare
L'aggettivo ἱκανοὶ (sufficienti) è seguito da un infinito (φυλάττειν) che ne specifica la portata o lo scopo, indicando 'sufficienti a fare cosa'.
Compare nel periodo 4.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
[1] Ἐπεὶ δ᾽ ἐδόκει ἤδη πορεύεσθαι αὐτῷ ἄνω, τὴν μὲν πρόφασιν ἐποιεῖτο ὡς Πισίδας βουλόμενος ἐκβαλεῖν παντάπασιν ἐκ τῆς χώρας· καὶ ἀθροίζει ὡς ἐπὶ τούτους τό τε βαρβαρικὸν καὶ τὸ Ἑλληνικόν. ἐνταῦθα καὶ παραγγέλλει τῷ τε Κλεάρχῳ λαβόντι ἥκειν ὅσον ἦν αὐτῷ στράτευμα καὶ τῷ Ἀριστίππῳ συναλλαγέντι πρὸς τοὺς οἴκοι ἀποπέμψαι πρὸς ἑαυτὸν ὃ εἶχε στράτευμα· καὶ Ξενίᾳ τῷ Ἀρκάδι, ὃς αὐτῷ προειστήκει τοῦ ἐν ταῖς πόλεσι ξενικοῦ, ἥκειν παραγγέλλει λαβόντα τοὺς ἄλλους πλὴν ὁπόσοι ἱκανοὶ ἦσαν τὰς ἀκροπόλεις φυλάττειν.
Quando poi gli sembrò che fosse ormai tempo di avanzare verso l'interno, si diede come pretesto di voler scacciare completamente i Pisidi dal loro territorio;
e raduna contro di loro sia l'esercito barbaro sia quello greco.
Qui ordina sia a Clearco di venire prendendo tutte le truppe che aveva, sia ad Aristippo, dopo essersi riconciliato con quelli di casa, di mandargli le truppe che aveva;
e ordina a Senia l'Arcade, che per lui era a capo delle truppe mercenarie nelle città, di venire prendendo gli altri, eccetto quanti erano sufficienti a presidiare le acropoli.
53 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.