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latino · Tacito
Tacito · Germania
Publio Cornelio Tacito (55–120 d.C. circa) è uno dei massimi storici latini, noto per lo stile denso e per la riflessione morale sulla storia di Roma. La Germania (o De origine et situ Germanorum) è un'opera etnografica del 98 d.C. dedicata ai popoli germanici. In questo brano d'apertura Tacito descrive i confini naturali della Germania, tracciando il corso del Reno e del Danubio, e sostiene che i Germani siano un popolo autoctono, rimasto puro da mescolanze con altri popoli.
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Tutta la Germania è separata dai Galli, dai Reti e dai Pannoni dal Reno e dal Danubio, in quanto fiumi, dai Sarmati e dai Daci con il reciproco timore o con i monti: Per il resto l'Oceano la cinge, abbracciando ampie insenature e gli immensi spazi delle isole, con alcuni popoli e re conosciuti di recente, che la guerra ha rivelato. Il Reno, nato dalla cima inaccessibile e ripida delle Alpi Retiche, con una lieve curva verso occidente si mescola all'Oceano settentrionale. Il Danubio, riversatosi da un giogo del monte Abnoba dolce e moderatamente elevato, attraversa molti popoli, finché non si getta nel Mar Pontico con sei bocche: la settima è inghiottita dalle paludi. Crederei che gli stessi Germani siano indigeni e in minima parte mescolati con gli arrivi e i contatti di altri popoli, perché coloro che cercavano di cambiare sede venivano trasportati un tempo non via terra ma con flotte, e l'Oceano immenso al di là, e per così dire avverso, è raggiunto da rare navi dal nostro mondo. Chi mai, oltre al pericolo di un mare orrido e sconosciuto, lasciata l'Asia o l'Africa o l'Italia, cercherebbe la Germania, brutta per il suo territorio, aspra per il clima, triste per le usanze e l'aspetto, a meno che non sia la propria patria?
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a … a
→ è separata da…
La preposizione a con l'ablativo indica il punto di distacco o separazione; qui è usata due volte per indicare i popoli e i confini naturali che delimitano la Germania.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
complectens
→ abbracciando ampie insenature…
Il participio presente complectens è congiunto al soggetto Oceanus e specifica il modo in cui l'Oceano circonda la Germania, con un'immagine quasi abbracciante.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
vertice ortus
→ nato dalla cima delle Alpi Retiche
Ortus è participio perfetto di orior concordato con Rhenus; la costruzione ha valore causale-temporale e descrive l'origine del fiume prima dell'azione principale.
Compare nel periodo 3.
Scheda completa: Ablativo assoluto implicito: ortus + ablativoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
donec … erumpat
→ finché si getta nel Mar Pontico
Donec con erumpat al congiuntivo esprime il limite temporale dell'azione di adit: il Danubio scorre attraverso i popoli fino al momento del suo sfociare nel Ponto.
Compare nel periodo 4.
Scheda completa: Proposizione temporale-limite con donec + congiuntivoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Ipsos … indigenas crediderim … mixtos
→ crederei che i Germani siano indigeni e non mescolati
Crediderim regge un'accusativo con infinito implicito (esse sottinteso): Germanos indigenas e mixtos sono predicativi dell'accusativo in dipendenza dal verbo di opinione.
Compare nel periodo 5.
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Asia … Africa … Italia relicta
→ lasciata l'Asia o l'Africa o l'Italia
Relicta è participio perfetto passivo concordato con il soggetto sottinteso delle tre regioni coordinate; l'ablativo assoluto ha valore ipotetico-condizionale, indicando la rinuncia alle terre civili come condizione del viaggio verso la Germania.
Compare nel periodo 6.
Scheda completa: Ablativo assoluto: Asia aut Africa aut Italia relictaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Germania omnis a Gallis Raetisque et Pannoniis Rheno et Danuvio fluminibus, a Sarmatis Dacisque mutuo metu aut montibus separatur: cetera Oceanus ambit, latos sinus et insularum immensa spatia complectens, nuper cognitis quibusdam gentibus ac regibus, quos bellum aperuit. Rhenus, Raeticarum Alpium inaccesso ac praecipiti vertice ortus, modico flexu in occidentem versus septentrionali Oceano miscetur. Danuvius, molli et clementer edito montis Abnobae iugo effusus, pluris populos adit, donec in Ponticum mare sex meatibus erumpat: septimum os paludibus hauritur. Ipsos Germanos indigenas crediderim minimeque aliarum gentium adventibus et hospitiis mixtos, quia nec terra olim, sed classibus advehebantur qui mutare sedes quaerebant, et immensus ultra utque sic dixerim adversus Oceanus raris ab orbe nostro navibus aditur. Quis porro, praeter periculum horridi et ignoti maris, Asia aut Africa aut Italia relicta Germaniam peteret, informem terris, asperam caelo, tristem cultu aspectuque, nisi si patria sit?
Tutta la Germania è separata dai Galli, dai Reti e dai Pannoni dal Reno e dal Danubio, in quanto fiumi, dai Sarmati e dai Daci con il reciproco timore o con i monti:
Per il resto l'Oceano la cinge, abbracciando ampie insenature e gli immensi spazi delle isole, con alcuni popoli e re conosciuti di recente, che la guerra ha rivelato.
Il Reno, nato dalla cima inaccessibile e ripida delle Alpi Retiche, con una lieve curva verso occidente si mescola all'Oceano settentrionale.
Il Danubio, riversatosi da un giogo del monte Abnoba dolce e moderatamente elevato, attraversa molti popoli, finché non si getta nel Mar Pontico con sei bocche: la settima è inghiottita dalle paludi.
Crederei che gli stessi Germani siano indigeni e in minima parte mescolati con gli arrivi e i contatti di altri popoli, perché coloro che cercavano di cambiare sede venivano trasportati un tempo non via terra ma con flotte, e l'Oceano immenso al di là, e per così dire avverso, è raggiunto da rare navi dal nostro mondo.
Chi mai, oltre al pericolo di un mare orrido e sconosciuto, lasciata l'Asia o l'Africa o l'Italia, cercherebbe la Germania, brutta per il suo territorio, aspra per il clima, triste per le usanze e l'aspetto, a meno che non sia la propria patria?
128 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Tutta la Germania è separata dai Galli, dai Reti e dai Pannoni». Tacito apre l'opera con un colpo d'occhio geografico, indicando i popoli che delimitano la Germania a occidente e a sud. Il verbo separatur regge le due coppie di ablativi (a Gallis… a Sarmatis…) in struttura chiastica.
Tacito argomenta che nessun popolo straniero avrebbe avuto motivo di raggiungere la Germania via mare, data la pericolosità dell'Oceano e la natura inospitale di quelle terre. Conclude quindi che i Germani sono indigenas, cioè nati da quel suolo, non mescolati con altri popoli attraverso immigrazioni o matrimoni misti.
Reno e Danubio sono i confini naturali della Germania verso i popoli romanizzati e verso le popolazioni orientali. Tacito ne descrive le sorgenti e la foce con precisione geografica, quasi a circoscrivere il territorio come un'entità unitaria e ben definita, in contrasto con l'ampiezza incommensurabile dell'Oceano che la cinge altrove.
Lo stesso passo (Descrizione della Germania) lo trovi qui: