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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 11
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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La causa non era tanto la scarsità di uomini quanto la mancanza di denaro. Per la difficoltà di procurarsi il nutrimento portarono un esercito più piccolo, e solo quanto speravano potesse mantenersi combattendo sul posto; e una volta giunti, vinsero in battaglia, come dimostra il fatto che non avrebbero fortificato il campo con un riparo; ma neppure allora risulta che usassero tutte le loro forze, bensì si volsero a coltivare la Chersoneso e a fare razzie per la mancanza di viveri. Ed è per questo che i Troiani, essendo essi dispersi, poterono resistere con la forza per dieci anni, tenendo testa a quelli che di volta in volta restavano sul posto. Se invece fossero venuti con abbondanza di viveri e, restando riuniti senza razzie né coltivazioni, avessero condotto la guerra senza interruzione, l'avrebbero facilmente presa vincendo in battaglia, loro che, pur non essendo riuniti ma opponendosi solo con la parte di volta in volta presente, tennero testa comunque; e assediandola avrebbero preso Troia in minor tempo e con meno fatica. Ma per mancanza di denaro furono deboli tanto le imprese precedenti quanto questa stessa, pur la più celebre fra quelle avvenute in passato, e i fatti dimostrano che essa fu inferiore alla fama e alla tradizione che oggi la circonda per opera dei poeti.
Αἴτιον δ’ ἦν οὐχ ἡ ὀλιγανθρωπία τοσοῦτον ὅσον ἡ ἀχρηματία. τῆς γὰρ τροφῆς ἀπορίᾳ τόν τε στρατὸν ἐλάσσω ἤγαγον καὶ ὅσον ἤλπιζον αὐτόθεν πολεμοῦντα βιοτεύσειν, ἐπειδὴ δὲ ἀφικόμενοι μάχῃ ἐκράτησαν (δῆλον δέ· τὸ γὰρ ἔρυμα τῷ στρατοπέδῳ οὐκ ἂν ἐτειχίσαντο), φαίνονται δ’ οὐδ’ ἐνταῦθα πάσῃ τῇ δυνάμει χρησάμενοι, ἀλλὰ πρὸς γεωργίαν τῆς Χερσονήσου τραπόμενοι καὶ λῃστείαν τῆς τροφῆς ἀπορίᾳ. ᾗ καὶ μᾶλλον οἱ Τρῶες αὐτῶν διεσπαρμένων τὰ δέκα ἔτη ἀντεῖχον βίᾳ, τοῖς αἰεὶ ὑπολειπομένοις ἀντίπαλοι ὄντες. περιουσίαν δὲ εἰ ἦλθον ἔχοντες τροφῆς καὶ ὄντες ἁθρόοι ἄνευ λῃστείας καὶ γεωργίας ξυνεχῶς τὸν πόλεμον διέφερον, ῥᾳδίως ἂν μάχῃ κρατοῦντες εἷλον, οἵ γε καὶ οὐχ ἁθρόοι, ἀλλὰ μέρει τῷ αἰεὶ παρόντι ἀντεῖχον, πολιορκίᾳ δ’ ἂν προσκαθεζόμενοι ἐν ἐλάσσονί τε χρόνῳ καὶ ἀπονώτερον τὴν Τροίαν εἷλον. ἀλλὰ δι’ ἀχρηματίαν τά τε πρὸ τούτων ἀσθενῆ ἦν καὶ αὐτά γε δὴ ταῦτα, ὀνομαστότατα τῶν πρὶν γενόμενα, δηλοῦται τοῖς ἔργοις ὑποδεέστερα ὄντα τῆς φήμης καὶ τοῦ νῦν περὶ αὐτῶν διὰ τοὺς ποιητὰς λόγου κατεσχηκότος·
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