Caricamento…
Caricamento…
greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 124
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Sicché, essendovi da ogni parte possibile fare guerra e noi tutti insieme esortandovi a questo, se è verissimo che le stesse cose convengono tanto alle città quanto ai privati, non indugiate a soccorrere i Potideati, che sono Dori e sono assediati dagli Ioni, mentre prima era il contrario, e a recare aiuto alla libertà degli altri, poiché non è più possibile aspettare, mentre gli uni già sono danneggiati e gli altri, se saremo scoperti riuniti ma non osando difenderci, rischiano di subire non molto più tardi la stessa sorte; ma ritenendo di essere giunti alla necessità, o alleati, e che questo sia insieme il consiglio migliore, votate la guerra, senza temere il pericolo immediato, ma desiderando quella pace più duratura che ne deriva; dalla guerra infatti la pace si consolida di più, mentre il non far guerra restando in quiete non è ugualmente sicuro. e considerando che la città divenuta tiranna in Grecia si è imposta ugualmente su tutti, cosicché su alcuni già comanda, su altri ha intenzione di farlo, abbattiamola assalendola insieme, affinché noi stessi viviamo sicuri per il resto del tempo e liberiamo i Greci ora asserviti. Questo dunque dissero i Corinzi.
’Ὥστε πανταχόθεν καλῶς ὑπάρχον ὑμῖν πολεμεῖν καὶ ἡμῶν κοινῇ τάδε παραινούντων, εἴπερ βεβαιότατον τὸ ταὐτὰ ξυμφέροντα καὶ πόλεσι καὶ ἰδιώταις εἶναι, μὴ μέλλετε Ποτειδεάταις τε ποιεῖσθαι τιμωρίαν οὖσι Δωριεῦσι καὶ ὑπὸ Ἰώνων πολιορκουμένοις, οὗ πρότερον ἦν τοὐναντίον, καὶ τῶν ἄλλων μετελθεῖν τὴν ἐλευθερίαν, ὡς οὐκέτι ἐνδέχεται περιμένοντας τοὺς μὲν ἤδη βλάπτεσθαι, τοὺς δ’, εἰ γνωσθησόμεθα ξυνελθόντες μέν, ἀμύνεσθαι δὲ οὐ τολμῶντες, μὴ πολὺ ὕστερον τὸ αὐτὸ πάσχειν· ἀλλὰ νομίσαντες ἐς ἀνάγκην ἀφῖχθαι, ὦ ἄνδρες ξύμμαχοι, καὶ ἅμα τάδε ἄριστα λέγεσθαι, ψηφίσασθε τὸν πόλεμον μὴ φοβηθέντες τὸ αὐτίκα δεινόν, τῆς δ’ ἀπ’ αὐτοῦ διὰ πλείονος εἰρήνης ἐπιθυμήσαντες· ἐκ πολέμου μὲν γὰρ εἰρήνη μᾶλλον βεβαιοῦται, ἀφ’ ἡσυχίας δὲ μὴ πολεμῆσαι οὐχ ὁμοίως ἀκίνδυνον. καὶ τὴν καθεστηκυῖαν ἐν τῇ Ἑλλάδι πόλιν τύραννον ἡγησάμενοι ἐπὶ πᾶσιν ὁμοίως καθεστάναι, ὥστε τῶν μὲν ἤδη ἄρχειν, τῶν δὲ διανοεῖσθαι, παραστησώμεθα ἐπελθόντες, καὶ αὐτοί τε ἀκινδύνως τὸ λοιπὸν οἰκῶμεν καὶ τοὺς νῦν δεδουλωμένους Ἕλληνας ἐλευθερώσωμεν.’ τοιαῦτα μὲν οἱ Κορίνθιοι εἶπον.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.