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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 13
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Diventando la Grecia più potente, e procurandosi il possesso di ricchezze ancora più di prima, nelle città si stabilivano per lo più tirannidi, poiché le entrate diventavano maggiori (prima invece c'erano monarchie ereditarie con onori fissati per legge); e la Grecia si dotava di flotte, e si dedicava di più al mare. Si dice che i Corinzi per primi trattarono le cose riguardo alle navi in un modo molto vicino a quello attuale, e che a Corinto furono costruite per prime in Grecia le triremi. Risulta anche che Aminocle, costruttore navale corinzio, costruì quattro navi per i Sami. E sono circa trecento anni fino alla fine di questa guerra, da quando Aminocle andò dai Sami. E la battaglia navale più antica che conosciamo avvenne fra i Corinzi e i Corciresi. E sono circa duecentosessanta anni anche per questa, fino allo stesso momento. Abitando infatti i Corinzi la loro città sull'Istmo, ebbero da sempre un mercato, poiché i Greci antichi comunicavano fra loro più per terra che per mare, sia quelli dentro il Peloponneso sia quelli fuori, attraverso il loro territorio; ed erano potenti per ricchezza, come è mostrato anche dai poeti antichi. Chiamarono infatti «ricca» quella regione. E quando i Greci navigarono di più, procurandosi le navi eliminarono la pirateria, e offrendo un mercato in entrambi i modi resero la città potente per l'entrata di ricchezze. E agli Ioni in seguito nacque una grande flotta, sotto il regno di Ciro, primo re dei Persiani, e di Cambise suo figlio; e combattendo contro Ciro dominarono per qualche tempo il mare della loro regione. E Policrate, tiranno di Samo al tempo di Cambise, essendo forte per la flotta, sottomise anche altre isole, e presa Renea la consacrò ad Apollo Delio. E i Focesi, mentre colonizzavano Marsiglia, vinsero i Cartaginesi in battaglia navale.
Δυνατωτέρας δὲ γιγνομένης τῆς Ἑλλάδος καὶ τῶν χρημάτων τὴν κτῆσιν ἔτι μᾶλλον ἢ πρότερον ποιουμένης τὰ πολλὰ τυραννίδες ἐν ταῖς πόλεσι καθίσταντο, τῶν προσόδων μειζόνων γιγνομένων (πρότερον δὲ ἦσαν ἐπὶ ῥητοῖς γέρασι πατρικαὶ βασιλεῖαι), ναυτικά τε ἐξηρτύετο ἡ Ἑλλάς, καὶ τῆς θαλάσσης μᾶλλον ἀντείχοντο. πρῶτοι δὲ Κορίνθιοι λέγονται ἐγγύτατα τοῦ νῦν τρόπου μεταχειρίσαι τὰ περὶ τὰς ναῦς, καὶ τριήρεις ἐν Κορίνθῳ πρῶτον τῆς Ἑλλάδος ναυπηγηθῆναι. φαίνεται δὲ καὶ Σαμίοις Ἀμεινοκλῆς Κορίνθιος ναυπηγὸς ναῦς ποιήσας τέσσαρας· ἔτη δ’ ἐστὶ μάλιστα τριακόσια ἐς τὴν τελευτὴν τοῦδε τοῦ πολέμου ὅτε Ἀμεινοκλῆς Σαμίοις ἦλθεν. ναυμαχία τε παλαιτάτη ὧν ἴσμεν γίγνεται Κορινθίων πρὸς Κερκυραίους· ἔτη δὲ μάλιστα καὶ ταύτῃ ἑξήκοντα καὶ διακόσιά ἐστι μέχρι τοῦ αὐτοῦ χρόνου. οἰκοῦντες γὰρ τὴν πόλιν οἱ Κορίνθιοι ἐπὶ τοῦ Ἰσθμοῦ αἰεὶ δή ποτε ἐμπόριον εἶχον, τῶν Ἑλλήνων τὸ πάλαι κατὰ γῆν τὰ πλείω ἢ κατὰ θάλασσαν, τῶν τε ἐντὸς Πελοποννήσου καὶ τῶν ἔξω, διὰ τῆς ἐκείνων παρ’ ἀλλήλους ἐπιμισγόντων, χρήμασί τε δυνατοὶ ἦσαν, ὡς καὶ τοῖς παλαιοῖς ποιηταῖς δεδήλωται· ἀφνειὸν γὰρ ἐπωνόμασαν τὸ χωρίον. ἐπειδή τε οἱ Ἕλληνες μᾶλλον ἔπλῳζον, τὰς ναῦς κτησάμενοι τὸ λῃστικὸν καθῄρουν, καὶ ἐμπόριον παρέχοντες ἀμφότερα δυνατὴν ἔσχον χρημάτων προσόδῳ τὴν πόλιν. καὶ Ἴωσιν ὕστερον πολὺ γίγνεται ναυτικὸν ἐπὶ Κύρου Περσῶν πρώτου βασιλεύοντος καὶ Καμβύσου τοῦ υἱέος αὐτοῦ, τῆς τε καθ’ ἑαυτοὺς θαλάσσης Κύρῳ πολεμοῦντες ἐκράτησάν τινα χρόνον. καὶ Πολυκράτης Σάμου τυραννῶν ἐπὶ Καμβύσου ναυτικῷ ἰσχύων ἄλλας τε τῶν νήσων ὑπηκόους ἐποιήσατο καὶ Ῥήνειαν ἑλὼν ἀνέθηκε τῷ Ἀπόλλωνι τῷ Δηλίῳ. Φωκαῆς τε Μασσαλίαν οἰκίζοντες Καρχηδονίους ἐνίκων ναυμαχοῦντες·
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