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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 30
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Dopo la battaglia navale i Corciresi, eretto un trofeo sul capo di Leucimme in territorio corcirese, uccisero tutti gli altri prigionieri che avevano catturato, e tennero i Corinzi in catene. Poi, quando i Corinzi e gli alleati, sconfitti in mare, se ne tornarono a casa, i Corciresi dominarono tutto il mare in quelle regioni, e navigando fino a Leucade, colonia corinzia, ne devastarono il territorio, e incendiarono Cillene, il porto degli Elei, perché avevano fornito navi e denaro ai Corinzi. Per la maggior parte del tempo dopo la battaglia navale dominarono il mare e danneggiavano navigando gli alleati dei Corinzi, finché i Corinzi, passata l'estate, inviate navi e truppe, poiché i loro alleati soffrivano, si accamparono ad Azio e presso il Chimerio della Tesprozia a difesa di Leucade e delle altre città che erano loro amiche. Anche i Corciresi si accamparono di fronte, presso Leucimme, con navi e fanteria. Nessuno dei due navigò contro l'altro, ma per tutta quell'estate rimasero l'uno di fronte all'altro, finché con l'inverno ormai vicino entrambi tornarono a casa.
μετὰ δὲ τὴν ναυμαχίαν οἱ Κερκυραῖοι τροπαῖον στήσαντες ἐπὶ τῇ Λευκίμμῃ τῆς Κερκυραίας ἀκρωτηρίῳ τοὺς μὲν ἄλλους οὓς ἔλαβον αἰχμαλώτους ἀπέκτειναν, Κορινθίους δὲ δήσαντες εἶχον. ὕστερον δέ, ἐπειδὴ οἱ Κορίνθιοι καὶ οἱ ξύμμαχοι ἡσσημένοι ταῖς ναυσὶν ἀνεχώρησαν ἐπ’ οἴκου, τῆς θαλάσσης ἁπάσης ἐκράτουν τῆς κατ’ ἐκεῖνα τὰ χωρία οἱ Κερκυραῖοι, καὶ πλεύσαντες ἐς Λευκάδα τὴν Κορινθίων ἀποικίαν τῆς γῆς ἔτεμον καὶ Κυλλήνην τὸ Ἠλείων ἐπίνειον ἐνέπρησαν, ὅτι ναῦς καὶ χρήματα παρέσχον Κορινθίοις. τοῦ τε χρόνου τὸν πλεῖστον μετὰ τὴν ναυμαχίαν ἐπεκράτουν τῆς θαλάσσης καὶ τοὺς τῶν Κορινθίων ξυμμάχους ἐπιπλέοντες ἔφθειρον, μέχρι οὗ Κορίνθιοι περιιόντι τῷ θέρει πέμψαντες ναῦς καὶ στρατιάν, ἐπεὶ σφῶν οἱ ξύμμαχοι ἐπόνουν, ἐστρατοπεδεύοντο ἐπὶ Ἀκτίῳ καὶ περὶ τὸ Χειμέριον τῆς Θεσπρωτίδος φυλακῆς ἕνεκα τῆς τε Λευκάδος καὶ τῶν ἄλλων πόλεων ὅσαι σφίσι φίλιαι ἦσαν. ἀντεστρατοπεδεύοντο δὲ καὶ οἱ Κερκυραῖοι ἐπὶ τῇ Λευκίμμῃ ναυσί τε καὶ πεζῷ. ἐπέπλεον δὲ οὐδέτεροι ἀλλήλοις, ἀλλὰ τὸ θέρος τοῦτο ἀντικαθεζόμενοι χειμῶνος ἤδη ἀνεχώρησαν ἐπ’ οἴκου ἑκάτεροι.
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