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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 47
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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I Corciresi, quando si accorsero che i nemici stavano navigando verso di loro, armate centodieci navi, comandate da Miciade, Esimide ed Euribato, si accamparono in una delle isole chiamate Sibota. Ed erano presenti anche le dieci navi attiche. Sul promontorio di Leucimme si trovava la loro fanteria, insieme a mille opliti zacinti venuti in soccorso. Anche i Corinzi avevano sul continente molti barbari venuti in loro soccorso: infatti gli abitanti di quella terraferma sono da sempre a loro amici.
οἱ δὲ Κερκυραῖοι ὡς ᾔσθοντο αὐτοὺς προσπλέοντας, πληρώσαντες δέκα καὶ ἑκατὸν ναῦς, ὧν ἦρχε Μικιάδης καὶ Αἰσιμίδης καὶ Εὐρύβατος, ἐστρατοπεδεύσαντο ἐν μιᾷ τῶν νήσων αἳ καλοῦνται Σύβοτα· καὶ αἱ Ἀττικαὶ δέκα παρῆσαν. ἐπὶ δὲ τῇ Λευκίμμῃ αὐτοῖς τῷ ἀκρωτηρίῳ ὁ πεζὸς ἦν καὶ Ζακυνθίων χίλιοι ὁπλῖται βεβοηθηκότες. ἦσαν δὲ καὶ τοῖς Κορινθίοις ἐν τῇ ἠπείρῳ πολλοὶ τῶν βαρβάρων παραβεβοηθηκότες· οἱ γὰρ ταύτῃ ἠπειρῶται αἰεί ποτε αὐτοῖς φίλοι εἰσίν.
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