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greco · Tucidide · opera integrale
Tucidide · Storie, libro I, capitolo 53
Traduzione di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
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Decisero dunque di far imbarcare alcuni uomini su una piccola nave veloce e di mandarli agli Ateniesi senza araldo, per fare un tentativo. E mandatili dissero queste parole. Voi commettete ingiustizia, o Ateniesi, cominciando la guerra e violando i patti. Infatti a noi, che puniamo i nostri nemici, vi mettete di traverso, sollevando le armi contro di noi. Se invece avete intenzione di impedirci di navigare verso Corcira o altrove, dovunque vogliamo, e violate i patti, prendete prima noi qui presenti e trattateci come nemici. Questo dunque essi dissero. Ma dell'esercito dei Corciresi, quanti udirono gridarono subito di prenderli e ucciderli, Ma gli Ateniesi risposero così. Non cominciamo noi la guerra, o Peloponnesiaci, né violiamo i patti, ma siamo venuti in aiuto a questi Corciresi che sono nostri alleati. Se dunque volete navigare altrove, non lo impediamo. Ma se navigherete verso Corcira o verso qualche luogo dei loro possedimenti, non lo permetteremo per quanto possibile.
ἔδοξεν οὖν αὐτοῖς ἄνδρας ἐς κελήτιον ἐσβιβάσαντας ἄνευ κηρυκείου προσπέμψαι τοῖς Ἀθηναίοις καὶ πεῖραν ποιήσασθαι. πέμψαντές τε ἔλεγον τοιάδε. ’ἀδικεῖτε, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, πολέμου ἄρχοντες καὶ σπονδὰς λύοντες· ἡμῖν γὰρ πολεμίους τοὺς ἡμετέρους τιμωρουμένοις ἐμποδὼν ἵστασθε ὅπλα ἀνταιρόμενοι. εἰ δ’ ὑμῖν γνώμη ἐστὶ κωλύειν τε ἡμᾶς ἐπὶ Κέρκυραν ἢ ἄλλοσε εἴ ποι βουλόμεθα πλεῖν καὶ τὰς σπονδὰς λύετε, ἡμᾶς τούσδε πρώτους λαβόντες χρήσασθε ὡς πολεμίοις.’ οἱ μὲν δὴ τοιαῦτα εἶπον· τῶν δὲ Κερκυραίων τὸ μὲν στρατόπεδον ὅσον ἐπήκουσεν ἀνεβόησεν εὐθὺς λαβεῖν τε αὐτοὺς καὶ ἀποκτεῖναι, οἱ δὲ Ἀθηναῖοι τοιάδε ἀπεκρίναντο. ’οὔτε ἄρχομεν πολέμου, ὦ ἄνδρες Πελοποννήσιοι, οὔτε τὰς σπονδὰς λύομεν, Κερκυραίοις δὲ τοῖσδε ξυμμάχοις οὖσι βοηθοὶ ἤλθομεν. εἰ μὲν οὖν ἄλλοσέ ποι βούλεσθε πλεῖν, οὐ κωλύομεν· εἰ δὲ ἐπὶ Κέρκυραν πλευσεῖσθε ἢ ἐς τῶν ἐκείνων τι χωρίων, οὐ περιοψόμεθα κατὰ τὸ δυνατόν.’
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