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Morfologia del nome · Latino
Poche desinenze coprono molti casi. La forma da sola non decide mai: decidono il verbo, le preposizioni e le concordanze intorno.
Scheda di grammatica di Versia, a cura di Tommaso · Aggiornato il
La desinenza propone tre letture, il numero del verbo ne lascia in piedi una sola: nominativo plurale.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
Le rose sono belle.
La spina della rosa e’ acuta.
Do acqua alla rosa.
Il latino ha molti piu’ casi che desinenze: la stessa uscita serve a piu’ funzioni. La desinenza -ae, per esempio, vale genitivo singolare, dativo singolare e nominativo plurale della prima declinazione. Sciogliere un’ambiguita’ vuol dire scartare le letture che il resto della frase non regge: quale caso chiede il verbo, quale preposizione c’ e’ davanti, con che cosa concorda.
Detto anche:Desinenze uguali latinoUscite ambigueCome riconoscere il caso in latinoDesinenza -ae latinoDesinenza -is latino
| Uscita | Letture possibili | Esempio |
|---|---|---|
| -a | Nom. sing. e abl. sing. femminile (1a); nom. e acc. plur. neutro (2a e 3a) | rosa, bella, corpora |
| -ae | Gen. sing., dat. sing. e nom. plur. femminile (1a) | rosae |
| -is | Gen. sing. (3a); dat. e abl. plur. (1a e 2a) | consulis, rosis, dominis |
| -i | Gen. sing. e nom. plur. maschile (2a); dat. sing. (3a) | domini, consuli |
| -o | Dat. e abl. sing. (2a) | domino |
| -us | Nom. sing. maschile (2a); nom. e gen. sing. (4a); nom. sing. neutro (3a) | dominus, exercitus, corpus |
| -em | Acc. sing. (3a) | consulem |
| -ibus | Dat. e abl. plur. (3a, 4a e 5a) | militibus |
Le uscite che non compaiono qui, come -orum, -arum, -as e -os, sono univoche: quando le vedi hai finito di ragionare.
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Una preposizione davanti chiude il caso
in, ad, per, ante, post con l’accusativo; a, de, cum, sine, pro con l’ablativo. La preposizione decide prima di ogni altra cosa: in silva e’ ablativo, in silvam e’ accusativo.
in silva ambulabat.
Il verbo cerca un soggetto e un oggetto
Se la frase ha gia’ un nominativo, la forma ambigua non lo e’. Se il verbo e’ plurale, un nominativo singolare non lo regge.
Puellae rosas dant.
La concordanza con l’aggettivo
L’aggettivo vicino spesso non e’ ambiguo e scioglie il nome: in rosae pulchrae la coppia sta insieme solo al nominativo plurale o al genitivo singolare.
magnae urbis moenia
La quantita’ della vocale, quando il testo la segna
In rosa breve e’ nominativo, in rosā lungo e’ ablativo. Nelle versioni scolastiche la quantita’ non e’ segnata: non contarci, e’ una conferma, non un metodo.
Rosa in horto est.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Trova prima il verbo, poi il soggetto
All’inizio di ogni periodo: il numero e la persona del verbo eliminano meta’ delle letture.
Amicis dona dedit.
Diede doni agli amici: dedit e’ singolare, amicis non puo’ esserne il soggetto.
Guarda cosa regge il verbo
Alcuni verbi non vogliono l’accusativo: parco, noceo, studeo e faveo reggono il dativo, utor e fruor l’ablativo.
Militibus pepercit.
Risparmio’ i soldati: militibus e’ dativo, non ablativo.
Usa il genere del vocabolario
Se sai che il nome e’ neutro, sai anche che nominativo e accusativo coincidono, e che il plurale finisce in -a.
Corpora militum in campo iacebant.
I corpi dei soldati giacevano nel campo.
Lascia il dubbio aperto e vai avanti
Quando due letture reggono entrambe: spesso e’ la frase dopo a decidere.
Consulis imperium timebant.
Temevano il potere del console.
Stiamo raccogliendo gli esempi reali di le desinenze ambigue dalle versioni già tradotte.
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Decidere il caso dal ruolo nella frase.
Decidere il caso dalla desinenza e poi forzare la frase.
Ricordare che nel neutro nominativo e accusativo sono sempre uguali.
Prendere ogni neutro plurale in -a per un femminile singolare.
Controllare la preposizione prima della desinenza.
Tradurre in urbem come stato in luogo.
Fidarsi del caso richiesto dal verbo.
Dare per scontato che ogni complemento senza preposizione sia un oggetto.
Puellae rosas dant.
Danno rose alla fanciulla.
Le fanciulle danno rose: dant e’ plurale e chiede un soggetto plurale.
Bella civilia rem publicam deleverunt.
La bella guerra civile distrusse lo Stato.
Le guerre civili distrussero lo Stato: bella e’ plurale di bellum.
Sono le uscite che valgono per piu’ casi contemporaneamente, come -ae, che puo’ essere genitivo singolare, dativo singolare o nominativo plurale della prima declinazione.
Dal contesto, in questo ordine: la preposizione che la precede, il caso richiesto dal verbo, il numero e la persona del verbo, la concordanza con un aggettivo vicino.
Genitivo singolare di un nome della terza declinazione (consulis) oppure dativo e ablativo plurale della prima e della seconda (rosis, dominis). Puo’ anche essere la seconda persona singolare di un verbo, come audis.
In teoria si’, perche’ rosa con la -a breve e’ nominativo e rosā con la -a lunga e’ ablativo. Nella pratica i testi scolastici non segnano le quantita’, quindi resta una conferma, non un metodo.