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greco · Gorgia
Gorgia · Discorso in difesa di Palamede
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Mi accingo innanzitutto a dimostrare che mi era impossibile compiere questo atto. Infatti doveva esserci prima un qualche inizio della tradimento, e questo inizio sarebbe stato un discorso: prima delle azioni future è necessario che i discorsi si verifichino prima. Ma come potrebbero verificarsi discorsi senza che si fosse stabilito un qualche contatto? E come potrebbe stabilirsi un contatto senza che né lui mi avesse inviato un messaggero né uno da parte mia fosse andato da lui? E nemmeno un messaggio scritto potrebbe arrivare senza chi lo portasse. Ma questo è possibile per mezzo del discorso. E allora come potremmo incontrarci, come io e lui stare insieme e lui con me? Quale di noi con quale? Greco con barbaro. Come, ascoltando e parlando? Forse solo da soli? Ma non comprenderemmo a vicenda i discorsi. Ma con un interprete? Allora una terza persona diventerebbe testimone di ciò che doveva rimanere nascosto. Ma sia pure che anche questo sia accaduto, sebbene non sia accaduto. Dopo di ciò, poi, doveva darsi e riceversi reciproca fiducia. Quale sarebbe stata dunque la fiducia? Forse un giuramento? Chi avrebbe mai dovuto fidarsi di me, il traditore? Ma ostaggi? Quali? Dirà qualcuno che instaurammo la fiducia per mezzo di denaro, lui dando e io ricevendo. Ma dovunque con poco denaro? Ma non è credibile che per grandi servigi ricevessi poco denaro. Ma con molto? Come allora avveniva il trasporto? Come un solo uomo lo avrebbe trasportato? O molti? Se molti lo trasportassero, molti sarebbero stati testimoni della trama; se uno solo, il carico trasportato non sarebbe stato molto. Considerate insieme anche questo. Per quale ragione avrei dovuto volere di compiere queste azioni, se per caso ero stato capace di tutto? Nessuno infatti vuol correre i massimi rischi gratuitamente né essere il peggiore tra tutti. Ma allora per quale motivo? (e torno di nuovo su questo punto.) Per tiranneggiare? Su di voi o sui barbari? Ma è impossibile nei vostri confronti, voi che siete così numerosi e tali, voi che possedete tutto il massimo, le virtù dei vostri antenati, l'abbondanza di ricchezze, le vostre glorie, il vigore dei sentimenti, il dominio delle città. Ma sui barbari? Chi li avrebbe consegnati? Io, come un solo uomo, potrei con quale potenza conquistare barbari numerosi, io che sono uno tra molti? Persuadendoli o forzandoli? Né loro sarebbero stati persuasi, né io sarei stato capace di forzarli. Ma forse, consapevolmente, li consegnerebbero consapevolmente, scambiandomi un compenso per il tradimento? Ma queste sarebbero cose di gran follia sia crederle che accettarle. Chi infatti sceglierebbe la schiavitù al posto del regno, il peggiore al posto del migliore? Qualcuno potrebbe dire che, innamorato della ricchezza e del denaro, mi ero dedicato a queste cose. Ma ho posseduto una ricchezza moderata e non ho bisogno di molto: hanno bisogno di molto denaro coloro che spendono molto, ma non coloro che sono superiori ai piaceri della natura; coloro invece che sono schiavi ai piaceri e cercano di acquisire onori dalla ricchezza e dalla magnificenza.
Ἐπὶ τοῦτον δὲ τὸν λόγον εἶμι πρῶτον, ὡς ἀδύνατός εἰμι τοῦτο πράττειν. Ἔδει γάρ τινα πρῶτον ἀρχὴν γενέσθαι τῆς προδοσίας, ἡ δὲ ἀρχὴ λόγος ἂν εἴη: πρὸ γὰρ τῶν μελλόντων ἔργων ἀνάγκη λόγους γίνεσθαι πρότερον. Λόγοι δὲ πῶς ἂν γένοιντο μὴ συνουσίας τινὸς γενομένης; Συνουσία δὲ τίνα τρόπον γένοιτ᾽ ἂν μήτ᾽ ἐκείνου πρὸς ἐμὲ πέμψαντος μήτε τοῦ παρ᾽ ἐμοῦ πρὸς ἐκεῖνον ἐλθόντος; Οὐδὲ γὰρ ἀγγελία διὰ γραμματείων ἀφῖκται ἄνευ τοῦ φέροντος. Ἀλλὰ δὴ τοῦτο τῷ λόγῳ δυνατὸν γενέσθαι. Καὶ δὴ τοίνυν σύνειμι καὶ σύνεστι κἀκεῖνος ἐμοὶ κἀκείνῳ ἐγώ τίνα τρόπον; Τίνι τίς ὦν; Ἕλλην βαρβάρῳ. Πῶς ἀκούων καὶ λέγων; Πότερα μόνος μόνῳ; Ἀλλ᾽ ἀγνοήσομεν τοὺς ἀλλήλων λόγους. Ἀλλὰ μεθ᾽ ἑρμηνέως; Τρίτος ἄρα μάρτυς γίνεται τῶν κρύπτεσθαι δεομένων. Ἀλλὰ δὴ καὶ τοῦτο γενέσθω, καίπερ οὐ γενόμενον. Ἔδει δὲ μετὰ τούτους πίστιν δοῦναι καὶ δέξασθαι. Τίς οὖν ἂν ἦν ἡ πίστις; Πότερον ὅρκος; Τίς οὖν ἐμοὶ τῷ προδότῃ πιστεύειν ἔμελλεν; Ἀλλ᾽ ὅμηροι; Τίνες; [...] Φήσει τις ὡς χρήμασι τὴν πίστιν ἐποιούμεθα, ἐκεῖνος μὲν διδούς, ἐγὼ δὲ λαμβάνων. Πότερον οὖν ὀλίγοις; Ἀλλ᾽ οὐκ εἰκὸς ἀντὶ μεγάλων ὑπουργημάτων ὀλίγα χρήματα λαμβάνειν. Ἀλλὰ πολλοῖς; Τίς οὖν ἦν ἡ κομιδή; Πῶς δ᾽ ἂν εἷς ἐκόμισεν; Ἢ πολλοί; Πολλῶν γὰρ κομιζόντων πολλοὶ ἂν ἦσαν μάρτυρες τῆς ἐπιβουλῆς, ἑνὸς δὲ κομίζοντος οὐκ ἂν πολὺ τι τὸ φερόμενον ἦν.
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I 89 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
L'accusa di Odisseo è falsa (2) sui manuali scolastici, con pagina e numero.
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