Caricamento…
Caricamento…
greco · Gorgia
Gorgia
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Gorgia nell'Epitafio celebra i soldati caduti nella Guerra del Peloponneso come esempi perfetti di virtù umana e divina. Li descrive come guerrieri che sapevano quando combattere e quando mantenere la pace, giusti verso gli dei e leali agli amici. Il loro ricordo rimane immortale benché i loro corpi siano morti.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Costoro possedevano una virtù divina, ma una mortalità umana. Preferivano molto la mitezza equa alla rigidità della giustizia, e consideravano la correttezza della legge come la legge più divina e comune: sapevano quando parlare, quando tacere, quando agire; praticavano soprattutto due doti, il giudizio e la forza, l'una nel deliberare, l'altra nell'eseguire. Erano soccorritori di chi soffriva ingiustamente, castigatori di chi prosperava ingiustamente, fermi nel difendere l'utile, ordinati nel perseguire il decoro, superavano la stupidità con il giudizio saggio della mente, audaci contro gli audaci, ordinati verso gli ordinati, senza paura verso i senza paura, terribili nei conflitti terribili. I trofei testimoniavano di loro: erano statue per Zeus, monumenti per loro stessi. Non ignoravano né il valore innato né gli amori legittimi né la contesa guerriera né la pace colta della bellezza, rispettosi verso gli dei con la giustizia, devoti ai genitori con la pietà, equi verso i concittadini con l'uguaglianza, fedeli agli amici con la lealtà. Quindi alla loro morte il ricordo di loro non perì, ma rimase immortale non nei corpi immortali di chi è vivo.
Ουτοι γαρ εκεκτηντο ενθεον μεν την αρετην, ανθρωπινον δε το θνητον, πολλα μεν δη το πραον επιεικες του αυθαδους δικαιου προκρινοντες, πολλα δε νομου ακριβειας λογων ορθοτητα, τουτον νομιζοντες θειοτατον και κοινοτατον νομον, το δεον εν τωι δεοντι και λεγειν και σιγαν και ποιειν «και εαν», και δισσα ασκησαντες μαλιστα ων δει, γνωμην «και ρωμην», την μεν βουλευοντες την δ' αποτελουντες, θεραποντες μεν των αδικως δυστυχουντων, κολασται δε των αδικως ευτυχουντων, αυθαδεις προς το συμφερον, ευοργητοι προς το πρεπον, τωι φρονιμωι της γνωμης παυοντες το αφρον «της ρωμης», υβρισται εις τους υβριστας, κοσμιοι εις τους κοσμιους, αφοβοι εις τους αφοβους, δεινοι εν τοις δεινοις. Μαρτυρια δε τουτων τροπαια εστησαντο των πολεμιων, Διος μεν αγαλματα, εαυτων δε αναθηματα, ουκ απειροι ουτε εμφυτου αρεος ουτε νομιμων ερωτων ουτε ενοπλιου εριδος ουτε φιλοκαλου ειρηνης, σεμνοι μεν προς τους θεους τωι δικαιωι, οσιοι δε προς τους τοκεας τηι θεραπειαι, δικαιοι δε προς τους αστους τωι ισωι, ευσεβεις δε προς τους φιλους τηι πιστει. Τοιγαρουν αυτων αποθανοντων ο ποθος ου συναπεθανεν, αλλ' αθανατος ουκ εν αθανατοις σωμασι ηι ου ζωντων.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 100 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Costoro possedevano una virtù divina, ma una mortalità umana. È l'inizio della versione di Gorgia.
Nel suo Epitafio, Gorgia esalta i caduti per il loro equilibrio tra forza e saggezza, tra il loro coraggio in battaglia e la giustizia verso i concittadini, descrivendoli come modelli di virtù divina incarnata in forma umana mortale.
Altri passi di Gorgia già tradotti e analizzati.